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Italiani: un popolo di Santi, poeti e … assassini ?

Premetto che fin da studente ho sempre mal digerito l’insegnamento della storia come "interpretazione" di fatti, dove inevitabilmente l’oggettività dello storico finisce col descrivere una sorta di realtà romanzata. I fatti, mi sono sempre chiesto, dove li mettiamo allora? Forse i morti di una guerra sono solo le comparse di un brutto film? L’olocausto di 4¸ 6 milioni di ebrei è da considerarsi un "fatto" o è da considerarsi "un’opinione"?

Mio zio mi aveva messo in guardia: <<Attento che nei libri di storia di oggi non c’è tutta la verità su cosa sia stato il fascismo in Italia>!>. Lui la guerra l’aveva fatta al fronte, rimanendo gravemente mutilato, non dietro una scrivania o imboscato chissà dove. Per molti anni, mi raccontava mia zia, continuava a svegliarsi di soprassalto la notte, in un lago di sudore, urlando. Cosa aveva mai visto di così tragico e sconvolgente?

Così, come è capitato a molti veterani della seconda guerra mondiale, noi parenti non lo abbiamo mai seriamente ascoltato e lui ci continuava a parlare di massacri, navi affondate e … di tanta improvvisazione, di tanta vigliaccheria. Nei suoi racconti Badoglio, Graziani e Vittorio Emanuele III erano dei delinquenti, mentre per il mio insegnante di storia, nel testo scolastico e anche nel testo di supporto il "Dizionario della Resistenza Italiana" del Rendina (un comandante partigiano), restavano solo figure vaghe, nomi vuoti di contenuto soltanto da imparare. Difficile credergli e credere che una nazione non sia riuscita a liberarsi definitivamente dei mostri del passato attraverso una feroce, ma sottolineo onesta critica degli avvenimenti e che tutto sia potuto accadere in sordina, quasi la guerra fosse stata una sorta di infantile marachella. Ma quale storia mi racconti zio? Lui a me: <<Come mai i gerarchi Tedeschi hanno avuto una Norimberga e lo stesso è stato per i Giapponesi a Tokyo e a noi Italiani nulla di tutto questo? Forse non abbiamo commesso alcun crimine: né sei sicuro?>>. Francamente non gli ho mai saputo rispondere, ma da qui a pensare che circa 1280 tra Santi, poeti e navigatori diventassero efferati ed impuniti assassini ce nè vuole! Non bastava forse lui, sua eccellenza il cavaliere (anche quello ..) Benito Mussolini, radice di ogni male?

Solo per puro caso due mesi fa ho visto un documentario della BBC (Fascist Legacy) sui crimini fascisti commessi dagli italiani all’estero. Quella risposta in me non è tardata ad arrivare, ma mio zio non c’è più per ascoltarla: contro l’ultimo nemico non gli è rimasta che la resa.

Ulteriori letture, in particolare alcuni articoli apparsi su internet e firmati da Angelo Del Boca (*), hanno rafforzato, con probanti documenti, la mia convinzione: gli Italiani non sono stati migliori degli altri colonizzatori; hanno ucciso e seviziato con una disumanità tale da meravigliare gli stessi gerarchi nazisti. L’impiego di gas ed armi chimiche sulla popolazione inerme, l’uso sistematico della tortura e di esecuzioni capitali, gli incendi, i saccheggi, la costruzione di campi di concentramento e l’impiego di forni crematori, hanno elevato i decantati vessilli della Roma imperiale a stracci e conseguentemente noi italiani al livello di proscimmie. Il disgusto è tale, che raddoppia all’idea che sistematicamente queste prove vengano ancor oggi occultate e taciute alla nazione.

Non si ha il diritto, ma il DOVERE di sapere ciò che si è fatto agli "altri"! Una diffusa e strabica lungimiranza pensa ancor oggi che non sia il caso di rivangare certi avvenimenti, che si debba "cristianamente" perdonare. Si può perdonare e dimenticare solo se prima si conosce che cosa sia realmente accaduto. In secondo luogo non siamo noi certo nella condizione di poter perdonare, ma semmai le decine di migliaia di vittime frutto della nostra stupida arroganza; loro sì hanno questo potere, noi no! Noi avevamo l’opportunità di decidere di non sterminarli, ma al contrario, così non abbiamo scelto, loro no: potevano solo subire le nostre torture!

Tornando ai ns. giorni, alla luce di questi fatti, la richiesta inoltrata il 27/5/2006 al ministro degli esteri D’Alema, da storici del calibro di Del Boca, di istituire una giornata della memoria per i 500mila africani che l’Italia crispina, giolittiana e fascista hanno sacrificato nelle loro sciagurate campagne di conquista, mi pare più che accettabile e moralmente doverosa. Personalmente credo che se togliamo qualche Santo al calendario un po’ di posto si trova; lui sicuramente non si arrabbierà e saprà capire. Per motivi di sintesi, concludo invitando il lettore per un approfondimento a leggere i testi originali e i documenti tratti dell’archivio dell’Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea di Sesto S. Giovanni (MI) : www.criminidiguerra.it

Premetto al volenteroso lettore, che non sarà una lettura "facile" e tantomeno piacevole, ma da prendere in piccole dosi e a stomaco vuoto, lontano dai pasti. Quelle revisioni storiche che noi non abbiamo saputo e voluto fare le faranno i posteri e non ci sconteranno nulla, tantomeno questa immatura superficialità che ancora ci contraddistingue.

Delogu Luigi

(*) Angelo Del Boca è autore del libro "Italiani, brava gente?" anno 2005 , Neri Pozza editore S.p.a.

Articolo inviato Delogu L. il giorno 19/08/2006 alle ore 23:55


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