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CONSIDERAZIONI GENERALI SUL MARXISMO

E’ molto stimolante il dibattito che Franco Vicentini ha inaugurato intorno al marxismo, negando giustamente il suo carattere scientifico. Io condivido pienamente che il termine scientifico che il socialismo di Marx ed Engels si è auto attribuito, sia del tutto arbitrario. Affermo questo perche per definire scientifica una teoria, è necessario che questa teoria abbia trovato legittimità nella pratica, sia stata sperimentata, quando Marx definì scientifico il suo socialismo eravamo lontani un secolo dal giorno che il marxismo avrebbe visto la luce per opera di Lenin. Senza Lenin e la rivoluzione russa il marxismo restato una delle tante teorie ottocentesche relegata alla rodente critica dei topi, per usare un’eufemismo di Marx stesso. Solo quando la teoria marxiana fu utilizzata per fare funzionare una società vennero alla luce quei difetti che dalla nuda teoria era difficile delineare. Il primo fallo quello più deleterio si può già evincere leggendo il classico "Manifesto del partito comunista", dove di fronte ad una teoria per il tempo geniale, a tratti giusta ed impeccabile, finalizzata ad una critica al sistema capitalista, risultavano assenti quelle indicazioni quei presupposti economici necessari per far funzionare la nuova società socialista. Marx indicò nella appropriazione da parte delle Stato di tutti i mezzi della produzione l’unica soluzione a tutti i mali individuati nel capitalismo; in questo modo la nuova società socialista si sarebbe liberata dei capitalisti, ma senza sospettare che lo Stato sarebbe diventato il nuovo feroce padrone. Questa era ovviamente una visione utopica, troppo semplice per risolvere gli immani problemi che una società senza classi avrebbe poi dovuto affrontare, e di questi vuoti teorici si resero ben presto conto i costruttori di queste società, i quali dovettero inventare soluzioni e metodi che fecero le società socialiste molto diverse tra loro. La storia del secolo trascorso ci ha evidenziato come il socialismo nel mondo sia caduto proprio nella sua incapacità economica, sia imploso nella sua incapacità di produrre ricchezza e beni che la società capitalista al contrario è in grado di produrre. Il secondo difetto è considerare la violenza come un metodo lecito e necessario per appropriarsi e detenere il potere. Questa convinzione è presente in tutta l’opera di Marx. Noi ammiratori di Russell sappiamo così che differenza abissale esista tra i due pensatori, tra il rifiuto della violenza e il suo necessario e lecito utilizzo. Mao che io considero il più grande comunista della storia, perche teorico e realizzatore della rivoluzione permanente, disse: come l’acqua ha forgiato la faccia del mondo, allo stesso modo la violenza ha forgiato la storia e la società dell’uomo. Lo stesso concetto di dittatura del proletariato, è un concetto ingiusto ed inaccettabile alla coscienza democratica, che ritiene inaccettabile il prevale di una classe su di un'altra, sia anche il proletariato. Questi macroscopici difetti hanno causato la caduta ed il ripudio inesorabile del socialismo nel mondo, caduta voluta all’interno delle stesse società socialiste. Io sostengo che i germi dell’autodistruzione la teoria marxiana li conteneva già dall’inizio. Russell scrisse che la filosofia di Marx, o meglio Marx come filosofo gli pareva povero e troppo distratto da problemi immediati della politica.

Di COLLA BRUNO

 

 

Articolo inviato Delogu L. il giorno 29/06/2006 alle ore 16:00


Commenti

21/08/2012 11:51 - Angelo Nuovo ha scritto:

Russell suggerirebbe un metodo di critica più scientifica alle teorie di Marx, questa mi pare impostata su una serie di pregiudizi appioppati a Marx dalla pubblicistica. Ad esempio l'insistenza sulla dittatura del proletariato, un termine usato da Marx una quindicina di volte all'interno di una sterminata produzione letteraria. Così come la scientificità. Un termine che ha un senso molto diverso, legato alla necessità del cambiamento progressivo dei rapoorti di produzione nella storia. Una considerazione generale sul marxismo poi manca di una rifelessione importante. Se infatti, la critica al socialismo reale (non scientifico) dei paesi sovietici, si conclude con la caduta del muro di berlino, il pensiero di Marx e certa parte del Marxismo sono strumenti preziosissmi per criticare ingiustizie e sorture del sistema capitalista (che non è ancora crollato) forse anche più di un certo ottimista illuminismo. Le critiche al capitalismo sono più attuali e utili di quelle al socialismo sovietico. Consiglio di B. Bongiovanni,Da Marx alla catastrofe dei comunismi, 2000 e Le repliche della storia. Karl Marx tra la rivoluzione francese e la critica della politica,

26/06/2007 18:12 - galarico ha scritto:

Il marxismo è scientifico nell'analisi economica del plusvalore, che è la dimostrazione che il capitalismo si regge sullo sfruttamento del lavoro altrui, in quanto una parte del lavoro non viene pagata.

30/07/2006 00:25 - Mario Ruffin ha scritto:

La prima iniziale sperimentazione del socialismo, quella sovietica non è fallita bensì è stata fatta fallire con una congiura mondiale fascista voluta e favorita, se non creata dai "democratici" regimi "liberali" mondiali. Malgrado questo il socialism


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