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BERTRAND RUSSELL

(1872 – 1970)

"Con la morte del 3° conte Russell (o Bertrand Russell come preferiva chiamarsi) all’età di 98 anni, il legame con un lontano passato viene ad interrompersi. Suo nonno Lord John Russell, primo ministro vittoriano, aveva fatto visita a Napoleone all’Elba; sua nonna materna era amica della vedova del Giovane Pretendente*".

Queste sono parole proprie di B. Russell in una prematura autobiografia post mortem scritta come per gioco nel 1936. In realtà egli non morì che nel 1970 all’età di 98 anni.

Uno dei maggiori intelletti del suo tempo, Russell era forse l’ultimo rimarchevole esponente della tradizione umanistico liberale inglese degli anni 1920, cui per esempio appartengono: romanzi di E.M. Forster. Educato privatamente e al Trinity College di Cambridge, si distinse nelle matematiche e nel 1913, con il Dr. A.N. Whiteahead, pubblicò Principia Matematica, un classico della logica matematica e un ulteriore contributo alla filosofia.

Durante la prima guerra mondiale tenne una posizione pacifista; fu mandato in prigione e privato della sua fellowship* a Cambridge. Questa non fu l’ultima difesa di Russell di una causa non popolare, né fu l’ultima difficoltà con l’autorità costituita. Abbandonando praticamente la filosofia accademica, egli si dedicò a scrivere innumerevoli testi di morale, di politica, di problemi sociali, come "Sull’Educazione", "Matrimonio e morale", "Vie alla libertà" e "Perché non sono cristiano". Russell scrisse inoltre numerose introduzioni popolari per argomenti difficili.

Tra questi ci sono "La filosofia di Leibnitz, "L’ABC della relatività" e la la monumentale "Storia della filosofia occidentale" (1946). Questo libro è notevole nella sua organizzazione di un vasto materiale, scritto con uno stile di incomparabile lucidità e eleganza, e reso vivo da tocchi di maliziosa ironia. Lo storico G.M. Trevelyan lo descrisse come "proprio il genere di pensiero che occorre avere per capire il passato… E’ uno dei libri più preziosi del nostro tempo".

All’età di 89 anni, Russell tranquillamente adottò una causa scottante quanto era stato il pacifismo durante la prima guerra mondiale: il disarmo nucleare. "Ha l’uomo un futuro ?" (1961) domandò a se stesso e ai suoi lettori se c’era una qualche speranza di sopravvivenza per la razza umana. La sola speranza, concludeva, stava nella totale abolizione della guerra, cominciando con la perfettamente possibile abolizione di tutte le armi nucleari. La Campagna per il disarmo nucleare (o CND) con le annuali marce a Londra dal Centro ricerche di Aldermaston, fu una campagna di disobbedienza civile; e Russell fu arrestato in Piazza Trafalgar per essersi rifiutato a spostarsi, richiesto così da un poliziotto. Indimenticabile fu lo spettacolo di questo vecchio gentleman, dignitoso, educato, molto umano, circondato da una polizia seccata ma non ostile. Forse la stessa descrizione di se stesso da parte di Russell in quell’auto-annuncio mortuario del 1936 era dopo tutto esatta: "l’ultimo sopravvissuto di un’epoca defunta".

Traduzione di Francesco Scattolin

  • Nipote di Giacomo II pretendente al trono inglese.
  • Diritto di associazione e di appartenenza.

 

 

 

Articolo inviato Delogu L. il giorno 17/06/2006 alle ore 00:15


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