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EREDITA’

Una storia della mia famiglia tra l’Impero e il fascismo

Di LILLI GRUBER

 

Mondadori 2012

 

Franco Vicentini

 

Attraverso il diario scritto da una sua bisnonna nata nel 1877 e morta nel 1940, la nota giornalista Lilli Gruber racconta la storia della sua famiglia e la storia degli ultimi cento anni del Sudtirolo. Come sappiamo il Sudtirolo appartenne all’Austria fino al 1918, anno in cui l’Italia vinse la guerra contro l’Austria  e Trento e l’Alto Adige passarono al regno d’Italia.  I sudtirolesi però si ritennero  (e molti si ritengono ancora) austriaci.  Il conflitto con il governo italiano e soprattutto con la sua disastrosa, complicata e vessatoria burocrazia risale quindi al 1918; e si estinse soltanto quando in epoca abbastanza recente venne loro concesso lo statuto autonomo. 

Quando nel 1922 Mussolini prese il potere la situazione politica ed economica peggiorò per gli abitanti del sudtirolo.  Vennero estromessi dai posti pubblici tutti  i tirolesi che non parlavano anche l’italiano;  le insegnanti elementari che parlavano solo il tedesco vennero sostituite da insegnanti italiane che spesso parlavano solo l’italiano.  Venne vietato il tedesco negli uffici pubblici; vennero italianizzati i nomi dei paesi e persino delle insegne dei negozi.  Insomma ci fu una  colonizzazione forzata in tutto il Sudtirolo. 

Il trattato di pace del 1918 ha trasformato l’impero austriaco in una piccola repubblica di soli 6 milioni di abitanti.  Quindi l’Austria non possedeva più la forza di opporsi all’Italia fascista.  Molti sudtirolesi rivolsero quindi le loro speranze alla nascente Germania nazista;  perciò il dittatore nazista divenne il nuovo liberatore del popolo tedesco dell’Alto Adige.  Hitler però diventò l’alleato di Mussolini e i sudtirolesi persero la speranza anche nella Germania.   Non tutti però rifiutarono il nazismo.  Per esempio una prozia di Lilli Gruber (sorella di sua nonna) restò sempre fedele al nazismo.  Lilli Gruber (che si dichiara cosmopolita, illuminista e detesta il nazifascismo) oggi con ammirevole imparzialità condanna la prozia nazista, e scrive a pag. 199:  “Un errore del genere (l’adesione della prozia al nazismo), è comprensibile, ma non giustificabile”.   Gruber ricorda inoltre che già a metà degli anni Trenta era possibile conoscere le teorie aberranti del nazismo.  Il sottoscritto ritiene che era possibile saperlo già molto prima, visto che il programma nazista risale al 1920 e  Hitler scrisse e pubblicò nel 1926 nel “Mein Kampf” le sue teorie aberranti.

Nel 1984 Lilli Gruber, che lavorava allora per una tv in lingua tedesca, intervistò molti giovani iscritti ai circoli alpini sudtirolesi.  Fece loro una domanda che le sembrò ovvia:  “Cosa pensavano loro (che non avevano vissuto gli anni drammatici dei padri e dei nonni), di una possibile riunificazione del Sudtirolo all’Austria?”   I giovani sudtirolesi si dichiararono in gran parte contrari a una riannessione con l’Austria, contenti di vivere in una prospera provincia a statuto autonomo, ben sicuri dei loro diritti sanciti da un trattato internazionale. Tutto sommato stavano bene così (vedi pagg. 85 e 86).   

    

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 05/04/2014 alle ore 18:17


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