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Storia della Filosofia Occidentale
e dei suoi rapporti con le vicende politiche e sociali dall' antichità ad oggi

Betrand Russell1

INIZIO PRIMA PARTE

Prefazione

Poche parole di introduzione e di spiegazione sono necessarie, se questo libro vuole sfuggire almeno alle più severe critiche che senza dubbio merita.

Una spiegazione è dovuta agli specialisti delle varie scuole e ai vari filosofi. Forse con la sola eccezione di Leibniz, ciascun filosofo di cui io tratto è più noto ad altri che a me. Se però si devono scrivere libri di ampio respiro, è inevitabile, dal momento che non siamo immortali, che l'autore dedichi meno tempo a ciascuna parte di quanto ne dedica chi si specializza su un singolo autore o su un breve periodo. Qualcuno, di rigida impostazione accademica, concluderà che non si devono scrivere libri di ampio respiro, o che, caso mai, essi dovrebbero consistere in monografie scritte da vari autori. Qualcosa, però, si perde quando si è in molti a collaborare. Se è vero che il corso della storia presenta una certa unità, se esiste qualche intima relazione tra ciò che è accaduto prima e ciò che accade dopo, è necessario, se si vuole esprimere questa unità, che i diversi periodi storici vengano sintetizzati da un'unica mente. Chi studia Rousseau può trovare delle difficoltà nel giustificare il suo rifarsi alla Sparta di Platone e di Plutarco. Lo storico di Sparta non può essere profeticamente conscio di Hobbes, Fichte e Lenin. Individuare tali relazioni è uno degli scopi di questo libro, ed è uno scopo che soltanto con un ampio esame può essere raggiunto. Vi sono molte storie della filosofia, ma nessuna, che io sappia, ha lo stesso scopo che io mi son posto. I filosofi sono insieme effetti e cause: effetti delle condizioni sociali, politiche e istituzionali del loro tempo; cause (se sono fortunati) delle dottrine che modellano la politica e le istituzioni delle età successive. Nella maggior parte delle storie della filosofia, ciascun filosofo risulta isolato; le sue opinioni sono esposte senza nessun riferimento a ciò che le precede fuorché, al massimo, alle opinioni di altri filosofi. Ho tentato, al contrario, di mostrare ciascun filosofo, fin dove la verità lo consente, come un risultato del suo milieu, un uomo che riassume in sé i pensieri ed i sentimenti che in una forma vaga e diffusa sono comuni alla società di cui fa parte. Ciò ha richiesto l'introduzione di alcuni capitoli di pura storia della società. È impossibile capire gli stoici e gli epicurei senza possedere una conoscenza sia pure approssimativa dell'epoca ellenistica, o gli scolastici senza una sia pur scarsa comprensione del fiorire della Chiesa dal V al XIII secolo. Ho quindi esposto brevemente quelle parti del cammino fondamentale della storia che, a mio parere, hanno avuto maggiore influenza sul pensiero filosofico, e l'ho fatto più ampiamente nei casi in cui è probabile che la storia sia poco familiare ai lettori, per esempio nel caso dell'alto Medioevo. Ma in questi capitoli d'orientamento storico ho rigidamente escluso tutto ciò che ha poca o nessuna influenza sulla filosofia del tempo e su quella posteriore. Il problema della scelta, in un libro come questo, è difficilissimo. Se privo di dettagli, un libro diviene scipito e noioso; con troppi dettagli, corre il rischio di diventare intollerabilmente prolisso. Ho cercato un compromesso, trattando soltanto quei filosofi che mi sembra abbiano avuto una importanza considerevole, e menzionando in relazione ad essi dei particolari che, anche se non di fonçlamentale importanza, hanno valore di esempio o di chiarificazione. La filosofia, fin dai tempi più antichi, non è stata soltanto un affare di scuola o di discussione tra un'elite di uomini istruiti. Ha fatto parte integrante della vita della comunità, e come tale ho cercato di considerarla. Se vi è qualche merito nel presente volume, deriva da qui. Questo libro deve la sua esistenza al dottor Albert C. Bames, perché era originariamente destinato ed in parte ha visto la luce sotto . forma di conferenze presso la Fondazione Bames in Pennsylvania. Come nella maggior parte dei miei lavori dal 1932, sono stato notevolmente aiutato, nelle ricerche e in mille altri modi, da mia moglie, Patricia Russell.

FINE PRIMA PARTE

(Segue seconda)


Footnotes

... Russell1
Traduzione di Luca Pavolini
... URSS2
Nel 1946, nota del curatore
... Apostoli3
Tale teoria non era sconosciuta nei tempi antichi. È asserita, per esempio, nell'Antigone di Sofocle. Ma prima degli stoici erano pochi quelli che la professavano.
... Costantinopoli4
Ecco perché il cittadino sovietico moderno non pensa che si debba obbedire al materialismo dialettico piuttosto che al partito.



Flavio Sartoretto 2006-06-04

Articolo inviato Delogu L. il giorno 07/06/2006 alle ore 00:16


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