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DAVID  S. LANDES  “LA RICCHEZZA E LA POVERTA’ DELLE NAZIONI”, Garzanti 2006

 

di  Eripac

 

“La ricchezza e la povertà delle nazioni”,  di David  S. Landes, è un libro che ci insegna molte cose che riguardano l’economia, la sociologia, l’arte di governare, la storia delle grandi e piccole invenzioni e la storia dei popoli in cui spesso i primi diventano gli ultimi.  Per esempio l’Italia dal 1300 fino a tutto il XVI secolo era il paese più industrializzato e ricco d’Europa. Nel XVII secolo cominciò il declino economico perché le industrie italiane non seppero rinnovarsi: Francia, Olanda e Inghilterra riuscirono a produrre a minor prezzo e capirono le esigenze del mercato (le mode cambiano e i consumatori chiedono nuovi prodotti).  L’Italia da paese esportatore ricco di industrie e capitali, in pochi decenni divenne un paese importatore e povero: le industrie chiudevano e licenziavano i dipendenti.  Nel 1600 l’Italia si trovò nella stessa situazione di oggi in cui molte nostre industrie chiudono o fuggono in altri paesi. Oggi, rispetto al XVII secolo, sono cambiati solo i rivali:  non sono più europei ma asiatici.

Questo libro è ricco di dati sulle produzioni e le esportazioni in varie epoche e paesi, dati che ci dimostrano che l’Europa fino al 2000 (ad eccezione del Giappone) era la più industrializzata e la più avanzata nelle scienze e nelle tecnologie.    Questa storia dell’economia è anche la storia delle scoperte scientifiche e tecnologiche.  La lezione che ci trasmette il libro di Landes è questa:  i paesi che utilizzano le tecnologie migliori, le migliori organizzazioni aziendali (anche nell’agricoltura, nei trasporti e nei commerci) e hanno la fortuna di possedere governi migliori, diventeranno e resteranno ricchi.  Il primo successo scientifico e tecnologico (quindi economico) si ottiene solo se si investe nei cervelli: quindi migliori scuole e università e la ricerca scientifica e tecnologica devono avere la precedenza su ogni scelta politica.  Un paese ricco economicamente può risolvere molti problemi, uno povero non risolve nulla.

La supremazia industriale e scientifica europea comincia in Italia nel XIV secolo, poi, come abbiamo ricordato, nel 1600 passò ad altri paesi europei.  Nel 1700  l’Inghilterra era il paese più industrializzato d’Europa, e quindi del mondo.  Pochi si rendono conto però, che l’enorme sviluppo industriale inglese del ‘700, nasce soprattutto da migliaia di piccole e grandi invenzioni scientifiche e tecnologiche illustrate in questo libro.

Il volume contiene anche delle analisi acute e profonde sulle ragioni del declino industriale, scientifico e tecnologico della Cina che fu, fino al XIV secolo, il paese in cui la scienza e la tecnologia erano le prime del mondo e dove sono nate le prime grandi invenzioni:  la carta, la polvere da sparo, i sistemi idraulici moderni, la più avanzata industria navale, la stampa, ecc. ecc.  Anche sul mondo arabo, ricchissimo di ingegno e di scienza fino al XIII secolo, nel volume troviamo molte riflessioni acute sul suo declino.  Questo è un libro che parla del passato, ma ci suggerisce come affrontare il futuro. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 25/04/2013 alle ore 15:24


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