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I paradossi dalla A alla Z

Un libro di Michael Clark

(Raffaello Cortina Editore, 2004)

 

Dalla quarta di copertina

Scritto in modo chiaro e avvincente ma filoso-ficamente agguerrito, il testo di Michael Clark è il più completo repertorio di paradossi, che l'autore dispone in ordine alfabetico, in una sorta di ironico abbecedario di ciò che è assur­do o sembra tale. Scorrono sotto gli occhi del lettore il fiume di Eraclito, Achille e la tartaru­ga, la nave di Teseo, i corvi di Hempel, il dilem­ma del detenuto e molti altri ancora. Classici enigmi risalenti a Zenone, a Lewis Carroll o a Bertrand Russell e nuovi rompicapi escogitati da logici contemporanei mostrano come la fi­losofia non si accontenti della superficie delle apparenze ma si addentri nelle profondità di azione e conoscenza.

 

Michael Clark è docente di Filosofia presso l'Uni­versità di Nottingham e responsabile della rivista Analysis.

Prefazione

Se si prende un numero recente di una rivista filosofica co­me Mind o Analysis, è sorprendente constatare come siano numerosi gli articoli che riguardano paradossi filosofici. La filosofia ha tratto assai profitto dai paradossi, e molti di essi hanno prodotto frutti rigogliosi. Come ha detto Quine: "Più di una volta nella storia la scoperta di un paradosso ha rappre­sentato l'occasione per una più rilevante ricostruzione dei fondamenti del pensiero "(The Ways of Paradox). Lo sviluppo dell'analisi matematica del XIX secolo (i paradossi di Zenone), la teoria degli insiemi del XX secolo (i paradossi della teoria degli insiemi), i teoremi limitativi di Godei e la teoria della ve­rità di Tarski (i paradossi tipo del mentitore) ne sono un esem­pio emblematico.

In questo libro al termine paradosso viene assegnata un'interpretazione molto ampia, assai più ampia di quella che ne danno molti puristi logici. Ogni rompicapo che sia stato chiamato "paradosso", anche se a una disamina più rigorosa non sembra essere autenticamente paradossale, è stato considerato degno di essere incluso in questo volume, sebbene i più affascinanti siano quelli riconosciuti dai puristi, quelli che sembrano destinati a rimanere controversi. Per una breve discussione del concetto stesso di paradosso vedi il capitolo Paradosso.

La scelta di presentare i rompicapi in ordine alfabetico ha ovviamente qualcosa di idiosincratico. Con l'eccezione di due piccoli gruppi, troverete tutti i noti paradossi filosofici insie­me ad altri meno familiari o proposti di recente. Il primo gruppo mancante contiene alcuni paradossi insiemistici piut­tosto tecnici, come quelli di Burali-Forti e Zermelo-Kònig, e quelli di Schròdinger e dei viaggi nel tempo che necessitano un po' di fisica avanzata. L'altro gruppo comprende paradossi che io considero banali, come quello del Dio onnipotente che non può creare una pietra così pesante da non poterla solleva­re, e paradossi che sono quasi dei duplicati di quelli già inclu­si. La maggior parte dei paradossi riportati in questo volume concerne il movimento, l'infinito, la probabilità, gli insiemi, l'inferenza, l'identità, la razionalità, la conoscenza e la creden­za, ma ce ne sono anche alcuni che provengono dai campi del l'etica, della teoria politica e dell'estetica. Un capitolo non è in se stesso un paradosso, ma riguarda piuttosto la domanda su cosa sia un paradosso.

Ho cercato di evitare particolari tecnicismi, ma molti dei paradossi più affascinanti coinvolgono l'infinito, e non è stato possibile fare del tutto a meno delle nozioni tecniche; lo stesso per quanto riguarda alcuni dei paradossi sulla inferenza logi­ca. Ho tentato di spiegare le idee di base in termini semplici, ma se non riusciranno comunque a essere di vostro gradimen­to, sono molti i capitoli riguardanti paradossi non tecnici con i quali potrete dilettarvi. I capitoli, per altro, sono autonomi gli uni dagli altri, anche se ci sono spesso dei riferimenti incrocia­ti. Quando un testo dipende da un altro, viene indicato: per esempio, i capitoli sui paradossi di Cantor e di Richard presuppongono la lettura dei paradossi di Galileo e dell'albergo di Hilbert, e quello sulla pluralità presuppone i paradossi di Ga­lileo, di Hilbert e di Cantor.

Per alcuni paradossi, tra cui quelli di Zenone di Achille e la tartaruga, La freccia e Lo stadio, c'è oggi un ampio consenso sulla loro soluzione. Questo è vero anche per i cosiddetti inganni della statistica come La scatola di Bertrand, Monty Hall, II razzista, e il paradosso di Simpson. Tuttavia, spesso l'apparenza frivola dei rompicapi nasconde una profondità e una fecondità inaspettate. Una caratteristica di questi para­dossi (che includono quelli del gruppo del Mentitore, e II mucchio) non è solo il fatto che la loro soluzione sia controversa, ma anche che il loro significato sia discutibile. Le solu­zioni per i paradossi che ho proposto in questo libro vanno let­te tenendo sempre bene in mente la loro natura controversa.

Ci sono due casi in cui sono stato io a battezzare un paradosso: nel caso del Paradosso della giurisdizione, e in quello del Razzista. L'elenco alfabetico prescinde, ovviamente, dalla parola paradosso.

I riferimenti incrociati agli altri paradossi sono indicati in grassetto. La lista delle Letture consigliate è intenzionalmente piuttosto breve: ulteriori riferimenti bibliografici si possono trovare in alcuni dei libri citati. I testi segnati con un asterisco sono quelli più complessi e, spesso, più tecnici.

 

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 25/06/2009 alle ore 23:14


Commenti

12/01/2012 16:08 - wela ha scritto:

Ciao a tutti! anche io vorrei indicarvi un altro testo sui paradossi, si intitola "c'era una volta un paradosso" di Piergiorgio Odifreddi, veramente un bel libro!

03/03/2011 11:06 - Pensatoio ha scritto:

Segnalo altri testi sui paradossi. Uno altrettanto completo e cioè "M.Gardner- Ahi, ci sono! - ed Zanichelli". L'altro più meditato e più nuovo, e cioè "F.D'Agostini- Paradossi- Carocci".
Buona giornata

Italo Nobile
http://www.pensatoio.ilcannocchiale.it/


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