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Solidarietà a Beppe Grillo

 

Interessante come al solito la puntata di AnnoZero trasmessa ieri sera, 11 giugno 2009, durante la quale un intervento “conturbante” di Beppe Grillo ha fatto affiorare i nervi alla apparentemente quieta rappresentanza di  governo presente in studio, gli onorevoli Castelli e Ghedini.

Il primo infatti non è riuscito a trattenersi dallo stigmatizzare Grillo con un’uscita verso la platea, invitando i “giovani” presenti a non farsi sedurre da questo comico che può permettersi di guadagnare 4 milioni di euro all’anno sfruttando la loro “credulità” (http://www.youtube.com/watch?v=Vxlh7EtmRUA).

Credulità?! Come se rimanere appassionati da chi mette in risalto l’evidenza – ricordate la famosa fiaba di Andersen “I vestiti dell’imperatore”? - sia un comportamento da sciocchi!

Successivamente Castelli ha anche discettato sulle discariche, definendole “bombe ecologiche”, e questo mi permette di fare un po’ di storia.

Assieme ad altri volenterosi cittadini ho combattuto una battaglia cominciata nel 1991 contro la realizzazione di una discarica. A quel tempo utilizzavo anch’io il termine “bomba ecologica”. Tanti, non tutti, gli amministratori del tempo, democristiani e altri componenti del pentapartito al potere, mi guardavano malamente e pontificavano che le discariche non erano un problema “se fatte bene”. Io avevo altri dati e sapevo che non era così. In più seguivo le notizie che provenivano da paesi più “avanti” del nostro, che parlavano di raccolta differenziata, di raccolta porta a porta, di riduzione dei rifiuti, di riutilizzo. Ma ero solo con pochi altri cittadini “ambientalisti” che non avevano alcun potere se non quello di sensibilizzare l’opinione pubblica locale attraverso conferenze e volantinaggi.

Allora ho scoperto che anche Beppe Grillo, conosciuto fino a quel momento solo come “comico”, diffondeva da tempo messaggi rivoluzionari rispetto al comune sentire dei “tuttologi”. E mi rendevo conto come questi ultimi, che detenevano il potere economico oltre che politico, non divulgassero le informazioni ma distraessero l’attenzione su argomenti molto meno importanti. L’attività di Beppe Grillo appariva quindi non più come semplice comicità, ma un vero e proprio impegno sociale svolto facendo riflettere le persone anche attraverso il più sarcastico umorismo.

Fin da allora ho potuto realizzare che Grillo è sempre stato un innovatore su molti temi. Io sono contento di averlo conosciuto e di aver anche pagato qualche biglietto per i suoi spettacoli o di aver acquistato i suoi dvd. Li preferisco di molto ai vuoti palinsesti televisivi, perché i suoi spettacoli mi offrono qualcosa che si chiama “conoscenza” e non semplice “relax” che facilmente può portare al pericoloso “torpore” mentale.

Non serve essere ingegneri per comprendere che la mente umana ha bisogno di “sapere” per capire la realtà. Grillo diffonde conoscenza, l’ho sperimentato professionalmente potendo applicare i suoi consigli anche nel lavoro e provando la bontà di certe scelte. Non è un impegno estemporaneo perché è proprio così che si diventa più capaci di agire per un futuro migliore e si capisce anche perché il nostro presente è così disastrato.

E qui ritorno sulla trasmissione dove il parlamentare Castelli è stato seguito a ruota dal collega Ghedini a cui non è sfuggito di anticipare le querele che pioveranno su Grillo per i termini “diffamatori” adoperati nella sua audizione. Era di oggi infatti la notizia che le donne parlamentari di quasi tutti gli schieramenti hanno querelato Beppe Grillo per l’epiteto utilizzato in riferimento a qualcuna di loro (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=61710&sez=HOME_INITALIA&ssez=POLITICA).  Eppure nessuno ha fatto notare che Grillo ripeteva semplicemente quello che era stato udito in bocca proprio al Presidente del Consiglio (http://www.circolorussell.it/index.php?doc=397). Quindi una querela contro Grillo invece che contro Berlusconi sembra un comportamento molto mirato, che richiama il mai fuori moda detto “forti con i deboli e deboli con i forti”.

Per il potere dominante Grillo commette il peccato di essere quello che informa e avverte, come l’omonimo insetto di Pinocchio. I fatti, purtroppo, gli danno ragione.

Un modo di fare politica, che discende dagli antichi accordi internazionali del dopoguerra, ha avuto una burrascosa accelerata possiamo dire nell’anno 1978 con l’assassinio di Moro. Da allora i governi ne hanno combinate di tutti i colori, tutti accomunati dall’aver aumentato vertiginosamente il debito pubblico, altro argomento che ancora Grillo ha affrontato per tempo mettendo in guardia i cittadini e non semplicemente snocciolando aridi numeri come fanno i mass-media.

Se ne stanno accorgendo gli abruzzesi, che di giorno in giorno vedono disillusa la loro “credulità” da tante promesse ricevute. Ma se ne accorgeranno anche i nostri concittadini trevigiani, colpiti di recente da una paurosa calamità atmosferica.

Nel 2006 una tromba d’aria causò milioni di danni su una zona della pedemontana veneta. Oggi, i cittadini che allora avevano chiesto e sperato di ricevere dei soldi in aiuto, sono certi che lo Stato non darà loro proprio un bel niente e che solo la Regione rifonderà il 4% dei danni subiti, cioè neppure i soldi per pagarsi l’IVA (e poi qualcuno si lamenta se la gente si fa fare i lavori in nero...).

Ecco perché i cittadini dovrebbero ascoltare meno ‘incantatori di sirene’ che riempiono giornali e televisioni di promesse che, quando va bene, pagano con i risparmi dei cittadini stessi, rovinandogli il futuro. Dovrebbero pretendere invece che venisse dato più spazio a quelli che informano, piuttosto che vengano querelati per qualche parola che esce dal galateo comune, mentre la delinquenza organizzata rimane impunita e rovina stati interi infiltrandosi ai più alti livelli.

Perciò rimango sconcertato da chi tenta di mettere il bavaglio a Beppe Grillo e alla gente come lui che ancora ci invita a tenere gli occhi aperti in questo tempo che tanto abbonda di “falsi profeti”, tronfi di immenso potere.

Libertà di pensiero, di parola e di divulgazione delle notizie. Libertà per tutti e non solo per quelli che si possono permettere i migliori avvocati pagandoli senza paura di quanto durerà e costerà la causa. Voglio ricordare a questo punto un edificante passo dello storico Tacito che raccontava quasi 2000 anni fa quanto segue:

 

Se le difese escludessero un compenso, i processi sarebbero meno numerosi: ora invece si favoriscono inimicizie, delazioni, rancori e violenze, perché, come l'infierire dei morbi consente guadagni ai medici, così la peste del foro procura denaro agli avvocati. (Annali 11:6)

 

Solidarietà e sostegno a tutti quelli che hanno il coraggio di dar voce alle idee che tanti semplici, poveri o addirittura emarginati cittadini non possono esprimere. Rischiando di persona con un impegno sociale continuo spesso stigmatizzato, quando non si hanno altri mezzi per denigrarlo, utilizzando i parametri di vuoto conformismo che tanto caratterizza il falso perbenismo di una società consumistica.

Solidarietà quindi a Beppe Grillo e a tutti quelli che hanno in qualche modo pagato il coraggio delle proprie azioni a favore di tutti, a rappresentanza dei quali ricordiamo anche Andrea Casamassima  (http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_21/perde_causa_contro_berlusconi_contratto_italiani_19a2b5d8-e7da-11dd-833f-00144f02aabc.shtml). Un cittadino punito proprio quando chiedeva ristoro delle promesse fatte non solo a lui stesso ma a tutti gli italiani da parte del nostro Presidente del Consiglio.

Leggete e meditate.

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 13/06/2009 alle ore 06:37


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