Pagina inizialePagina iniziale

Ambiente
Circolo
Bertrand Russell
Economia
Filosofia
Siti internet
Politica
Religione
Scienza
Società
Storia
Cerca nel sito >  
powered by FreeFind

Circolo Russell di Treviso su Facebook
Cercaci in FB

Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook

Chi l’ha vista?

Tutto il peggio della tv da Berlusconi a Prodi (o viceversa)

 

Presentiamo di seguito l’introduzione tratta da questo accattivante libro di Norma Rangeri, edito da Rizzoli (2007).

 

Questo libro è dedicato a tutti i telespettatori italiani. In particolare a quelli che la televisione la vedono con occhi bene aperti. Chi l'ha vista? e il racconto degli ultimi quindici anni, del mio lungo viaggio in un'anomalia italiana.

È 1'inizio del 1992, quando, nell'imminenza delle elezioni politiche, Luigi Pintor mi propone di lasciare la sezione politica del «manifesto» per scrivere una rubrica giornaliera sulla televisione, i Vespri. Un modo per continuare a occuparmi di politica ma da un punto di vista diverso, nuovo.

Chi l'ha vista? è la storia vissuta da giornalista, quotidianamente, seguendo innanzitutto la bussola dei telegiornali, in genere studiati come macchine separate dal resto dei programmi. Per me, invece, il telegiornale è 1'architrave che da forma e sostanza all'intero edificio mediatico. Per il particolare e strettissimo rapporto che lega le testate televisive agli editori di riferimento (i partiti). Per la grande influenza che essi hanno sugli orientamenti dell'opinione pubblica, scandendo i temi dell’agenda politica. Perché sono i «programmi» più visti. Per il legame di causa-effetto che inevitabilmente riverbera sul resto della programmazione.

Senza 1'assordante, pretestuoso, giornaliero tamburo sui fatti di Cogne non avremmo subito 1'ossessiva overdose dei talk-show sull'uccisione del piccolo Samuele. Se i telegiornali non si fossero trasformati in un campionario di gossip e sexy-calendari non avremmo assistito al porno-soft del varietà del sabato sera o alle domeniche bestiali con le protagoniste di Vallettopoli ingaggiate per 1'intrattenimento familiare.

A questo scandaloso modo, tutto italiano, di rappresentare la donna è dedicata la prima parte del libro: il Peep Show del varietà. Insieme alla straordinaria diffusione del reality, in onda e di moda in tutto il mondo, in Italia diventato il collante di ogni programma, dal più serio al più disimpegnato. L'uno e 1'altro, in realtà accomunati dallo smutandamento generale, dal voyeurismo spinto al massimo: dal divorzio in diretta di Al Bano e Loredana Lecciso alla pubblica lite epistolare tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi.

Nella seconda parte facciamo Zapping nei generi preferiti dalla televisione, affamata guardona dei peccati altrui. Una maratona nell'horror di Cogne, nella processione di TeleVaticano, nella Guerra della manipolazione dopo l'11 settembre del 2001. Tre robuste correnti che hanno modellato il senso comune, mettendoci di fronte a una immagine della realtà che chi la tv la frequenta poco, nemmeno può concepire.

Infine, l’Informazione. In Italia, con una percentuale minima di lettori di quotidiani, il telegiornale è la principale, e nella stragrande maggioranza dei casi anche unica, fonte di informazione. Raccontare le diverse stagioni del Tgl, dai tempi di Bruno Vespa a quelli di Gianni Riotta, e ripercorrere la tumultuosa vicenda politica che da Tangentopoli al berlusconismo, ai governi di centrosinistra ha segnato il Paese. Purtroppo senza particolari differenze tra 1'era televisiva del Cavaliere e quella del professor Prodi.

Per nostra fortuna, ogni tanto, grazie ai Benigni, ai Celentano, ai giornalisti scrupolosi e attenti, ai comici di valore, alle fiction e ai serial di qualità, abbiamo potuto ridere, conoscere, riflettere e divertirci. Ma troppo raramente per giustificare 1'esistenza di un servizio pubblico nazionale, brutta copia del concorrente commerciale. La tv di qualità esiste, ma va cercata sul terreno minato dell'audience.

 

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 16/03/2009 alle ore 19:37


Invia un commento


Scrivi 391 nel campo a lato (obbligatorio)



Testo del commento (max 2000 caratteri)

Scrivi un tuo nick (max 20 caratteri)


Anche per chi invia commenti è utile leggere la seguente pagina.



^torna su

© 2006 Circolo Bertrand Russell circolorussell.it

^torna su