Il ‘giorno della memoria’ ovvero il ‘giorno dell’oblio’
Di Mario Ruffin
il “giorno della memoria”
dovrebbe essere chiamato secondo me “giorno dell’oblio”. Si vuol dimenticare
infatti che, se sei di milioni di Ebrei furono sterminati nei campi di
sterminio nazisti, altri ben più numerosi lo
furono contemporaneamente in tutta Europa. La persecuzione
antiebraica fu conseguenza della barbarie antisemita che allignava in
Occidente da quasi due mila anni anche e specialmente da parte dell’occidente
cristiano che condusse gli ebrei alla diaspora, ai ghetti, ai roghi, ai progom.
Ma si dimentica il resto!
Si dimentica che malgrado Hitler nel “Mein Kampf”, pubblicato nel 1925, avesse
preannunciato lo sterminio di ebrei (“Hass gegen
dieUntermescen Juden”) e comunisti (“guerra contro la zecca comunista”), le potenze occidentali
permisero fin dal suo inizio nel 1933 il riarmo nazista, in deroga colpevole
del Trattato di Versailles, con la implicita speranza che fosse realizzata
l’aggressione all’URSS. Così fu sacrificata anche la vita degli ebrei.
Si dimentica che il “Reichskonkordat”
(che include il giuramento di fedeltà dei Vescovi al Reich tedesco) subito
concesso, in cambio del voto cattolico ai
nazisti nel 1933 tra la Chiesa e la Germania, porta la firma del
Nunzio Eugenio Pacelli (per il Papa) e di Franz Von Papen del “Zentrum”
cattolico, nominato ad hoc “Vicecancelliere” di Hitler.
Si dimentica che a Monaco nel 1938, dopo aver tollerata l’occupazione
dell’Austria, la Francia e l’Inghilterra accettarono tranquillamente
l’annessione dei Sudeti, ignorando i patti di reciproca assistenza con l’URSS
per la Cecoslovacchia. Col fine insomma di non disturbare il cammino di Hitler
contro l’URSS, si trascurava ancora una volta il destino degli ebrei.
Si dimentica ancora che tutta questa congiura costò la vita a ben 60 milioni
di vittime di cui 27 milioni sovietiche e di esse “solo” 8 milioni erano
soldati, gli altri 19 erano civili “comunisti”. (Gli USA ne perdettero in tutto
240 mila soprattutto contro il Giappone).
Si dimentica inoltre che
la tragedia ebraico–palestinese è la conseguenza della Shoà, nata
nell’occidente capitalista che, dopo aver provocato il comunismo nelle trincee
della Ia guerra mondiale, volle reprimerlo riarmando i militari diventati
nazisti e persecutori degli ebrei, provocandone la disperata fuga in
Palestina. Le lacrime da coccodrillo nel giorno della memoria mi fanno dire
con Gesù: “Guai a voi scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri
imbiancati che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni di ossa di morti e
di ogni immondizia”.