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Alcune lettere per Vanni Màfera

 

È scomparso

Vanni Màfera,

difensore della natura

 

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3998065&Data=2008-11-28&Pagina=22&Hilights=mafera

 

Il 16 novembre scorso, mentre ero in giardino a raccogliere le foglie di un vecchio noce, ho ricevuto una telefonata di un amico del Circolo Bertrand Russel di Treviso che mi informava della scomparsa di Vanni Mafera.

Oltre alla tristezza e dolore provati per la perdita di un grande amico ho pensato subito ai tanti momenti trascorsi assieme a questo piccolo grande uomo.

 

Mi sono subito venute in mente tutte le ore passate assieme sulla Restera ed in centro città a raccogliere firme contro la caccia in Veneto e per le oasi a Treviso o alle riunioni della Lac a Treviso. Vanni arrivava sulla Restera a Silea, vicino al cimitero dei Burci, con la sua vespetta, anche in pieno inverno, imbacuccato con berretto di lana e sciarpa al collo.

 

All’epoca aveva 84 anni. La sua tenacia e perseveranza nella difesa degli animali e della natura era invidiabile per tutti noi che avevamo meno della metà dei suoi anni; non si tirava mai indietro di fronte a nulla e ci incoraggiava tutti all’impegno. Nei tavoli delle raccolte firme capitava spesso che qualcuno all’ultimo momento marcasse visita, a Vanni questo non succedeva mai.

 

Ricordo ancora quando andavo a trovarlo a casa, in via Aleardi, dove viveva con sua moglie, nativa di Belgrado, e poi, alla scomparsa di lei, in compagnia del suo gatto; li c’era una piacevole atmosfera piena di cultura, una casa affollata di libri, riviste, manifesti. Ricordo anche una mezza leggenda nata a Paese dove si diceva che Pannella era venuto nell’antico borgo rurale del Troian - era solo un equivoco, si trattava invece di Vanni, che con Pannella aveva in comune la bianca capigliatura, che andava a trovare il suo amico Mario Martinelli, l’artista delle ombre.

 

Vanni per anni è stato responsabile della Sezione di Treviso della Lega per l’Abolizione della Caccia della quale era stato il fondatore nel 1981. Per anni mi è stato vicino con consigli e importanti suggerimenti. Era un uomo di grande cultura, molto aperto e di grande modestia. Era un uomo al quale era impossibile non volergli bene. Ci ha lasciato un vuoto incolmabile.

 

Andrea Zanoni

 

Presidente Lega Abolizione Caccia - sez. Veneto

 

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Un carissimo ricordo

dell’amico Vanni Màfera

 

http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/tribunatreviso/Edizione_Giornaliera/scelta_web.html

 

 Sono un’amica di Vanni Màfera, amica da sempre, perché ho avuto la fortuna di conoscerlo tanti anni fa a Belluno, dove ero diventata amica di sua sorella Nedda, insegnante di francese e devo dire che fra noi c’è stata subito una forte, comune intesa.

 Ci siamo ritrovati poi a Treviso, dove nel frattempo mi ero trasferita con la mia famiglia e qui l’amicizia si è rafforzata, anche perché ho potuto conoscere Danica, la moglie di Vanni, donna meravigliosa, di profonda cultura e di grandi vedute.

 La loro compagnia è stata per me preziosa per lo scambio di idee e per l’apprendimento di nuove conoscenze in tutti i campi sia culturali che umani, un vero arricchimento. Ma chi era Vanni? All’anagrafe Giovanni, ma per gli amici solo Vanni?

 Era nato a Treviso nel 1920, laureatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1942, si era dedicato agli studi linguistici, divenendo un noto glottologo. Tra le sue opere più significative Profilo fonetico morfologico dei dialetti da Venezia a Belluno, un Dizionario Danese-Italiano e Italiano- Danese e il più recente Saggi Minimi di Dialettologia Veneta scritto a quattro mani con l’archeologo Giovanni Roman.

 Ex docente del Liceo Classico e dello Scientifico, scrittore, musicista jazz ed ex addetto in Ambasciate ed Istituti di Cultura Italiani all’Estero, ci ha lasciato diversi scritti tra i quali: nell’84 la sua testimonianza in «Ettore Luccini. Umanità cultura politica (Neri Pozza), nel ‘99 «Italia chiamò: sì, no!» (Canova); nel 2001 «Tre racconti per la pace» (Piazza).

 Numerosi i saggi scritti per L’Accademia della Crusca, tra gli ultimi, gli studi sulla grafia e la pronuncia dei toponimi stranieri. Collaboratore dell’Editore Zingarelli e dell’Espresso si era dedicato anche alla Slangopedia, una sorta di dizionario giovanile, un’enciclopedia dello «Slang». Ambientalista convinto, si era battuto per la salvaguardia del verde, in particolare degli alberi, e per la protezione degli animali. Vanni ci ha lasciato domenica 16 novembre, dopo breve, insospettata malattia, se n’è andato come desiderava.

 Lo hanno assistito il nipote Paolo e gli amici più intimi che lo hanno salutato prima del suo ultimo viaggio...«Amici - aveva detto citando il Congedo di un viaggiatore cerimonioso di Caproni - credo sia meglio per me cominciare a tirar giù la valigia.....». Ciao Vanni, se per caso, nell’infinito universo, avrai la fortuna d’incontrare Danica, salutamela!

 

Elina Pontiroli Gobbi

Ponzano Veneto

 

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 02/12/2008 alle ore 18:04


Commenti

19/11/2011 08:44 - anonimo ha scritto:

Grazie Alessandro per il tuo contributo e il saper cogliere occasioni per ricordare persone che hanno dato un esempio da seguire.

Lodovico

19/11/2011 04:41 - Alessandro ha scritto:

Sono un'amico di Vanni Màfera, l'hoi conosciuto tramite un'altro amico, anche lui scomparso, il pittore veneziano Bobo Ferruzzi.
L'incontro con Vanni è avvenuto negli ultimi due o tre anni del mio soggiorno in Italia ed è durato fino a pochi mesi prima della sua scomparsa.

Vanni mi aiutò moltissimo a scrivere i miei due primi libri. Io insegnavo lui ad usare il computer, e mi sorprendeva di vedere come una persona della sua età, di più di 80 anni, fosse così agile di mente e così flessibile da voler imparare ad usare le nuove tecnologie per i suoi scritti e le sue comunicazioni.
Io ne avevo allora poco più di 30 anni e mi sembrava di parlare con un coetaneo, era tremendamente sveglio di mente, molto colto e con ideali ben precisi. Aveva le sue idee e sapeva difenderle.
Anche se interessato di politica, non era un politico, bensì un'uomo che agiva con intelligenza e anche con un gran cuore, e si muoveva verso una direzione precisa, guardando il bene comune e mai la propria convenienza.
Quando andai via dall'Italia mi disse di non chiamarlo mai più, "Io sono vecchio, non guardare me, non perdere il tempo telefonandomi, guarda in avanti"...
Questa frase parla da sola, può provenire solo da una mente molto sviluppata e consapevole!

A Marzo 2012 uscirà il mio nono libro "La Mente Nuova". Questo libro analizza proprio il funzionamento superiore della mente, di quelle menti eccellenti come quella di Vanni, di Bobo e di altri personaggi eccezionali che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita.

In occasione della presentazione di questo libro ci sarà una conferenza dedicata a Vanni, dove racconterò alle persone qui in Sud America, particolari della sua vita e della mia esperienza accanto a lui.

Sono persone come Vanni quelle che hanno sostenuto e sviluppato il nostro mondo, è nostro compito continuare amorevolmente questa spinta evolutiva e, tale come lui, contribuire allo sviluppo degli esseri speciali accanto a noi.

Alessandro


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