LA CRISI
DEL SISTEMA BANCARIO
di Nunzio Miccoli – numicco@tin.it
L’intervento del Tesoro americano e della Federal Reserve, suggerito
dal piano di salvataggio delle banche del duo Bush-Paulson, respinto in prima
battuta dalla Camera dei rappresentanti e dagli americani consapevoli, serve a
distribuire o regalare centinaia di miliardi alle banche, che hanno provocato
l’attuale situazione, e non a rilanciare l’economia e la domanda.
L’economia si potrebbe rilanciare solo rilanciando la produzione,
concedendo alle imprese produttive credito agevolato e rilanciando la domanda
interna, con l’aumento del potere d’acquisto dei lavoratori, cioè meno tasse e
più salario.
Invece, il progetto regala centinaia di miliardi di dollari al sistema
finanziario che ha distrutto il sistema economico produttivo, soprattutto delocalizzano
all’estero e poi, per favorire la domanda in beni di consumo, ha incentivato il
credito ipotecario.
Questo piano produrrà altre tasse e massicce emissioni monetarie, con
l’aumento dell’inflazione e la distruzione del valore del dollaro; non affronta
le cause del debito, punendo i responsabili bancari e politici; anche la
politica è responsabile della situazione, da qualche tempo, era a conoscenza
della bolla speculativa e della grave crisi debitoria di famiglie, imprese e
stato.
Con la delocalizzazione, l’economia americana non produce più a
sufficienza per sostenere la sua popolazione; perciò è cresciuto
l’indebitamento delle famiglie verso le banche, che hanno ipotecato la casa per
avere denaro da spendere per i consumi.
A causa del deficit della bilancia commerciale, è cresciuto
l’indebitamento dello stato verso l’estero, cioè il debito estero;
contemporaneamente, è cresciuto il debito interno dello stato e quello delle
imprese. Il governo aveva rinviato la bancarotta con le emissioni monetarie e
vendendo titoli di stato agli stranieri, ora però la crisi di solvibilità del
sistema Usa, non è più arginabile.
Il piano Paulson serve per salvare gli speculatori mentre la
popolazione s’impoverisce e la ricchezza si concentra; bisogna ricordare che,
in Italia, la gestione caratteristica delle banche e d’imprese come Parmalat
non è in perdita, mentre lo possono essere gli investimenti finanziari in
operazioni arrischiate, come le obbligazioni della Lehman Brothers o altre
speculazioni, mentre in Usa lo sono anche i finanziamenti al consumo con poche
garanzie di solvibilità.
Anche banche europee sono state travolte dalla crisi, nazionalizzate o
soccorse dai governi, spesso insensibili alle richieste economiche dei
cittadini. Bisogna ricordare che, dopo le tasse, le ultime risorse dei
cittadini si possono sottrarre con le guerre, con l’inflazione e con le
insolvenze finanziarie create ad arte.
Le banche, con le cartolarizzazioni, hanno trasformato i debiti in
valori di mercato da vendere ai risparmiatori, se i debiti non sono rimborsati,
le banche chiedono l’intervento dello stato; poiché le banche solo legate da
rapporti di corrispondenza, anche l'Unione Europea è stata travolta dalla crisi
e per difendersi, pare che non si facciano più credito.
Come dopo la prima e la seconda guerra mondiale, per la ricostruzione,
gli americani fecero credito all’Europa, mai rimborsato integralmente, oggi
siamo in un situazione postbellica virtuale, ci sono i debiti ma non le rovine
della guerra e nemmeno un piano di rilancio dell’economia come quello di Roosevelt.
Dopo la prima guerra mondiale e dopo il 1929, Usa, Urss, Italia e
Germania lanciarono un programma d’opere pubbliche, l’Italia sostenne autarchia
e produzione interna, invece della delocalizzazione, si ridiede stabilità al
sistema monetario, basandosi sul dollaro.
In Italia, a causa della crisi del sistema bancario e delle relative
insolvenze, la legge bancaria impedì alle banche di esercitare anche attività
industriale, si nazionalizzarono banche, nacque il credito fondiario, che
finanziava mutui per l’acquisto della casa, vendendo, in contropartita,
cartelle fondiarie ai risparmiatori.
Dagli anni novanta, come reazione alla caduta del comunismo e con la
globalizzazione di un liberismo selvaggio e senza controlli, si abbandonò tutto
ciò, tenendo anche nel cassetto un progetto di smobilitazione del sistema
pensionistico e previdenziale, pure voluto dal fascismo; così la povertà è
aumentata in tutto l’occidente.
Grazie alle banche, l’economia occidentale, soprattutto americana, è
stata trasformata in un’economia virtuale improduttiva; con il piano Paulson,
si vogliono regalare soldi a quelli che hanno distrutto l’economia, invece di
mandarli in galera; però questi signori sono i garanti locali, cioè occhi e
orecchi, d’altri personaggi e potentati che vogliono restare occulti, pur
avendo creato loro questa situazione.
Non è vero che il piano serve a rilanciare i consumi, come sostiene un
codazzo di giornalisti ed esperti amici delle banche; in Italia governo e
partiti sono finanziati anche dalle banche e dalla banca centrale.
L’economia moderna è governata dai debiti o strumenti di debito come le
banconote, gli assegni ed i titoli di credito; quando si concede credito al
consumo senza garanzie o s’ipoteca la casa, con lo scopo di sostenere
momentaneamente la domanda, inevitabilmente arrivano insolvenze e pignoramenti,
com'è accaduto in Usa.
La Cina ha approfittato della crisi debitoria americana e della delocalizzazione
industriale, per spingersi sulla strada dell’industrializzazione e per
importare tecnologia occidentale; in occidente, i governi dovrebbero fare tutto
il possibile per incentivare la produzione e per creare nuova ricchezza;
l’Europa sembra meno colpita dalla crisi degli Usa, ma la ricetta vale anche
per essa.
Abbiamo sempre invitato a
rimettere il debito dei paesi poveri, oggi gli Usa sono il paese più indebitato
ed è in forte impoverimento; da sempre, con il debito, persone e paesi si
vendono come schiavi, perciò gli ebrei inventarono l’anno del giubileo, con la
remissione dei debiti. I debiti sono la strada per il ritorno alla schiavitù;
periodicamente, ci sono insolvenze epiche d’imprese e nazioni, anche a causa di
guerre, si salva solo chi tesaurizza in beni reali, come la terra e l’oro.
Gli stati, applicando la doppia morale, cioè ciò che lecito a loro non
è lecito ai comuni cittadini, insegnano ai cittadini ad onorare i debiti, ma
salvano sistematicamente grandi imprese e banche in dissesto. Gli stati hanno
offerto garanzie sui depositi, già falcidiati dall’inflazione, però anche le
perdite in borsa sono state notevoli, anche quelli sono risparmi.
Non bisogna credere alle promesse dello stato italiano, che è sempre un
buon predicatore, in Italia lo stato non rimborsa nemmeno i crediti Iva
sull’esportazione ed i risarcimenti a suo carico imposti da sentenze
giudiziarie, figuriamoci se può garantire tutti i depositi nell’ipotesi di un
crollo di tutto il sistema bancario; i crediti Iva all’esportazione hanno più
titolo dei depositi ad una garanzia, chi presta soldi alle banche rischia
sempre.
Quando con le insolvenze, l’inflazione e le guerre sono distrutti i
risparmi di una vita, si può rinascere com’è accaduto dopo la seconda guerra, a
condizione che si ricominci a produrre, altrimenti è il deserto economico e la
decadenza delle civiltà. Cartolarizzazione dei debiti e obbligazioni
strutturate sono strumenti per speculare sui debiti, abusando della credulità
popolare, con la complicità omissiva dello stato.
E’ una beffa l’impegno del governo a proteggere i risparmi, la bisca
chiamata borsa, priva d’effettivi controlli statali, è stata falcidiata e
nessuno salverà i risparmiatori incauti che avevano creduto in essa. Lo stato è
controllato dalle banche, abituate a speculare più che ad aiutare la
produzione, è distruttore netto di ricchezza, lo fa con l’inflazione, con le
guerre e distruggendo il risparmio.
I depositi segreti all’estero di mafia, Vaticano, capitalisti, alti
politici e alti burocrati sono spesso compendio d’attività illecite e
discutibili, perciò i proprietari non vogliono che se n’abbia conoscenza;
quando sono perduti con le insolvenze, i proprietarie non hanno il coraggio di
protestare in pubblico, perché dovrebbero spiegare dove hanno preso tutti quei
soldi.
Perciò le insolvenze come quella della Lehman Brothers sono rese più
facili, l’atteggiamento russo verso gli Usa potrebbe anche dipendere dalla perdita
di miliardi di dollari esportati illegalmente in America. Val la pena di
ricordare che la Banca pakistana di Credito e Commercio Internazionale, con
filiali in tanti paesi, faceva tanti traffici illeciti e affari sporchi, per
chiudere gli scandali, fece un finto fallimento e rimborsò solo i grandi
depositanti.
Grandi fallimenti e colpi di stato sono pilotati, i primi servono per
far sparire i soldi e chiedere altri soldi allo stato, sempre disponibile ad
accollarsi i debiti della grandi aziende; in Italia è accaduto con il Banco di
Roma, il Banco di Sicilia ed il Banco di Napoli. I colpi di stato servono anche
a coprire enormi scandali, divenuti di dominio pubblico, come accadde in Grecia
con il colpo di stato dei colonnelli, o a prevenire la rivoluzione la quale,
quando scoppia, ha sempre delle ottime ragioni, anche se poi degenera.
E’ assurda l’insolvenza di banche che hanno guadagnato sempre alla
grande e speculato sulla pelle di tutti, se gli impieghi finanziari sono a
rischio, la gestione ordinaria delle banche italiane è in equilibrio. Oggi gran
parta del debito pubblico italiano e del valore do borsa è nelle mani delle
banche, perché gli italiani stanno perdendo tutti i loro risparmi; la ricchezza
dei beni reali si sta concentrando nelle mani della chiesa, che opera tramite prestanomi.
La gestione caratteristica delle banche dà utili, mentre si postula che
la speculazione finanziaria ha generato perdite, poiché li perdite di alcuni
sono compensate dai guadagni di altri, chi ne ha guadagnato, forse i cittadini?
Si dice che queste risorse sono state ingoiate dagli Usa, per sostenerne i
consumi, ma la spiegazione non vale con l’Italia, anche se le banche italiane
hanno rapporti di corrispondenza con le altre banche.
I debiti possono essere anche un alibi, da sempre, con i bilanci in
debito, si ricevono aiuti dallo stato, a spese di tutti, invece di pagare
tasse. I grandi potentati, in Italia soprattutto, hanno il controllo di banche,
assicurazioni e grandi imprese; scambi di pacchetti azionari di controllo,
consentono alle stesse persone di controllare banche, assicurazioni e imprese.
Perciò è molto difficile, quando le assicurazioni private debbono pagare le
pensioni, che gli ospedali privati s’impegnino per allungare la vita dei
pensionati ricoverati.
Oggi tutti i governi si fanno in quattro per soccorrere le banche in
crisi e che, si postula, possono essere soggette ad attacchi della speculazione
in borsa; si fanno passare i carnefici e gli speculatori sui derivati per le
vittime. Grazie alla propaganda, è accaduto varie volte nella storia, del resto
le banche hanno fatto passare debiti incagliati per dei valori.
Le vecchie cartelle fondiarie italiane, emesse a fronte di mutui, erano
altra cosa rispetto ai mutui subprime americani, erano garantite al 100%, sia
dal valore degli immobili che dalle capacità di smobilizzo dei mutuatari; non è
così con i mutui subprime americani e con la cartolarizzazione degli stessi.
Si postula che tassi di sconto ed euribor sono fissati dalle banche
centrali per stabilire il tasso di finanziamento concesso dalle banche centrale
alle banche ordinarie; in realtà, poche volte le banche ordinaria si sono
finanziate presso le banche centrali. Questi sono anche parametri per fissare i
tassi variabili dei mutui, per controllare l’inflazione (ma è un falso), per
attirare capitali esteri, per finanziare il debito pubblico, per regolare i
tassi i tassi attivi e passivi, ecc.
Purtroppo anche questa politica dei tassi è dettata dalle banche e non
dai governi, le banche centrali obbediscono a quelle ordinarie; i governi sono
controllati dalle banche e le leggi monetarie e le variazioni dei tassi
centrali sono commissionati dalle banche, le quali fanno delle simulazioni
prima di ritoccare i tassi. Le banche finanziano la politica.
Il denaro caro favorisce l’inflazione perché aumenta i costi di
produzione, però in Italia, con la scusa di combattere l’inflazione, le banche
hanno aumentato i tassi dei mutui a tasso variabile; con una simulazione
avevano accertato che avrebbero guadagnato di più perché ai depositanti davano
molto meno.
Non a caso, le banche avevano consigliato a tutti mutui a tasso
variabile, ora li riscadenzano mantenendone fissa la rata, il che significa
procrastinarne l’ammortamento per altri dieci anni; anche questo è un affare
che le simulazioni avevano evidenziato e il governo aveva caldeggiato; lo
spettro dell’usura è sempre dietro le banche.
Per rilanciare i consumi bisogna sostenere i salari e rilanciare la
produzione, occorre anche fare del protezionismo; non sarà facile perché oggi
tante imprese nostrane, i cui titolari però sono prestanomi di banchieri,
preferiscono produrre all’estero a costi più bassi.
Il credito facile americano serviva ad alimentare artificialmente i
consumi, per sostenere un’economia che aveva rinunciato a produrre; i tassi
sono governati dalle banche, non obbediscono a scelte autonome del governo, né
alle leggi di mercato.
Sul signoraggio bancario e monetario, si può affermare che banconote e
strumenti di pagamento e di regolamento bancari, sono i veri pali della
cuccagna del mondo economico moderno; la banconota è la più grande truffa mai
inventata, con dei pezzi di carta si acquistano beni reali e le banche
ordinarie, che controllano le banche centrali, ne guadagnano alla grande. Come possono
essere in crisi istituzioni, come quelle bancarie, che si servono di questi
strumenti?
Il valore delle banconote è dato da chi le accetta perché sono solo dei
pezzi di carta, quando occorre però, le autorità centrali, bancarie e
monetarie, dopo aver coperto il popolo di tasse, ne fanno scendere anche di
valore, stampandone a dismisura, come stanno facendo in questi giorni Federal Reserve
e Banca Centrale Europea, così tolgono altro reddito al popolo.
Le ragioni dell’attuale crisi americana risiedono nel fatto che il
governo ha favorito il credito per far accedere tutti alla proprietà della
casa, cioè anche quelli senza reddito e senza garanzie; risiedono anche nella delocalizzazione
industriale all’estero, che ha favorito precariato, povertà, bassi salari e
disoccupazione; questo secondo effetto si è sentito anche in Europa ed in
Italia.
Per favorire i consumi, il governo americano e le banche americane
hanno anche favorito una politica di bassi tassi d’interesse, concedendo
credito al consumo con ipoteca sulla casa di proprietà e concedendo carte di
credito a tutti, anche agli studenti universitari senza reddito.
Poiché i crediti superavano il patrimonio delle banche che li
garantivano, alterando l’equilibrio di liquidità, si sono inventate le
cartolarizzazioni, che avevano il vantaggio di trasferire il rischio del
credito sui privati. Purtroppo sono stati anche cartolarizzati crediti patacca
inesigibili.
In Italia il crollo di fiducia verso le banche è dipeso dalla
consapevolezza, diffusa tra gli italiani, dell’abitudine delle banche a
raggirare i clienti, suggerendo loro prodotti rischiosi, inappetibili per le
stesse banche, invece a che a consigliarli disinteressatamente; in pratica
hanno suggerito loro degli affari bidone, abusando della credulità popolare,
dell’ignoranza di clienti, di operatori bancari indottrinati che li
consigliavano e del rapporto fiduciario prima esistente tra banche e clienti.