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INQUISIZIONE E TRIBUNALI SPECIALI

Prima parte

di Nunzio Miccoli – numicco@tin.it

 

DIRITTO

Il fenomeno dell’Inquisizione va esaminato sotto gli aspetti della tutela dei diritti, del costume e della religione. Nella comparazione dei fenomeni bisogna rilevarne analogie e differenze, inoltre, l’uomo ha anche la cattiva abitudine di cambiare nome a cose vecchie; infatti, l’Inquisizione appartiene alla famiglia dei tribunali speciali, costituendone però, per alcune sue caratteristiche, una specie a se.

In generale, i tribunali speciali sono tipici della dittature e dei regimi autoritari, però il tribunale speciale religioso istituito da Costantino nel IV secolo, per perseguire le eresie, si uniformava al codice romano giustiniano, basato su un sistema accusatorio; invece dal 1200, il processo canonico della Chiesa, dei suoi tribunali speciali dell’Inquisizione, seguiva il sistema inquisitorio.

Le dittature europee del XX secolo, dopo aver abbandonato la giurisdizione unica richiesta dai sistemi liberali, per i suoi tribunali speciali, rivolti contro gli oppositori politici, adottarono un sistema misto, con la figura del giudice istruttore inquisitore, che ricordava il sistema inquisitorio, per il resto, il sistema era accusatorio; in Italia, malgrado la costituzione democratica, questo sistema misto, ereditato dal fascismo, è durato fino al 1989. 

Nel codice giustiniano romano, il processo penale era accusatorio, com’è previsto negli ordinamenti giuridici moderni, il giudice era neutrale tra le parti, assistite dagli avvocati; si sentivano testimoni ed il processo era pubblico, simile al processo civile; nei sistemi accusatori moderni, l’accusa è portata avanti, per conto dello stato, dal pubblico ministero.

I sistemi accusatori moderni in alcuni paesi hanno conservato in se parte del processo inquisitorio, con la figura del giudice istruttore che, con la polizia giudiziaria, raccoglie le prove, proscioglie o rinvia a giudizio; in Italia questa figura è stata soppressa il 24.10.1989, sostituito dal giudice delle indagini preliminari, che non raccoglie più le prove, non investiga ed ha solo funzione di garanzia.

Il sistema accusatorio fornisce maggiori garanzie all’imputato, perché accusatore e accusato sono sullo stesso piano, l’accusatore deve provare l’accusa e l’accusato può difendersi, il contraddittorio tra le parti è basato su prove; nessuno può essere punito per il suo pensiero o in base a sospetto, questo sistema era in vigore prima del 1200 e, grazie alla rivoluzione liberale, è in vigore oggi.

Inquisire significa investigare, nel sistema inquisitorio o canonico medievale, introdotto da Innocenzo III nel 1198, giudice e accusatore erano fusi in un unico soggetto, come nelle inchieste e nei processi amministrativi. Anche Costantino e Teodosio I, che si accanirono contro ariani, eretici e pagani, avevano la loro Inquisizione, anche se aveva altro nome, la quale però seguiva ancora il rito accusatorio e non quello inquisitorio, poi adottato dalla Chiesa.

Nel processo inquisitorio il giudice decideva autoritariamente le indagini da seguire, i testimoni da sentire e le prove di cui avvalersi; questo processo era rapido perché unificava la figura del giudice a quella dell’inquisitore o investigatore o accusatore, il giudice non era imparziale.

Il sistema inquisitorio era basato sulla delazione, il sospetto, il carcere preventivo, l’interrogatorio con la tortura e il segreto processuale, era basato sulla repressione e l’intolleranza. Il giudizio era insindacabile e generalmente inappellabile e senza contraddittorio, era l’accusato che doveva dimostrare la sua innocenza e vi era disuguaglianza tra le parti.

Figure del processo inquisitorio erano il giudice inquisitore, il pubblico ministero, nominato dal giudice e senza autonomia, l’avvocato e il delatore segreto; il processo era segreto e l’imputato non conosceva il nome del delatore accusatore. Un difensore poteva assumere la difesa solo se autorizzato dal giudice, se prendeva le difese dell’eretico poteva anche essere accusato di favoreggiamento.

Dalla Chiesa la delazione era presentata come un dovere dei buoni cattolici, tutti erano invitati alla delazione e le indagini sulle delazioni si svolgevano in segreto; però si poteva iniziare un giudizio d’ufficio, cioè anche senza la delazione.

L’imputato, con la prigione preventiva, era invitato a dire la verità cioè a confessare la sua colpevolezza, a volte, dopo la prima sentenza, se l’imputato era un personaggio importante, con il consenso del vescovo e dell’inquisitore, si poteva appellare al papa; durante gli interrogatori, l’imputato era torturato ed era chiamato reo, aveva in testa il cappello dei pazzi. La tortura cessava solo con la confessione, con la quale, comunque, le streghe finivano sempre sul rogo.

Da notare che in Inghilterra, dove la tortura nei processi per stregoneria non era ammessa, le condanne erano pari al 50% dei relativi processi; nel continente, dove era ammessa, le condanne arrivarono al 95%; ciò vuol dire che la tortura dava luogo anche a confessioni false.

I tribunali speciali, come quelli dell’Inquisizione, sono tipici delle dittature e dei regimi autoritari, l’assenza di garanzie durante il processo, come previsto nel sistema inquisitorio, è tipico delle dittature; le dittature hanno tribunali speciali con giudici specializzati per particolari cause, mentre le democrazie, teoricamente, prevedono la giurisdizione unica, cioè sono senza tribunali speciali.

Tuttavia, in pratica, la democrazia italiana, non ha solo codice Rocco, legge sulla stampa, reati d’opinione, ma, vigente la costituzione democratica, fino a poco tempo fa, ha avuto un regime accusatorio spurio, con la figura del giudice istruttore; inoltre l’Italia ha ancora tribunali speciali e non una giurisdizione unica, cioè tribunali amministrativi, magistratura delle acque e commissioni tributarie, mentre i tribunali militari sono stati aboliti da poco, perché avevano più giudici che processati. Per tutte queste ragioni e per altre, in Italia la giustizia continua a non funzionare.

La Chiesa pretese e ottenne dallo Stato anche una giurisdizione autonoma rispetto a quella dello Stato, che le consentisse di processare autonomamente i suoi preti, sottraendoli alla giurisdizione statale, anche per i reati comuni, e così li poteva assolvere anche per pedofilia; il che violava il principio democratico della giurisdizione unica e sanciva la disuguaglianza dei cittadini davanti alla legge; cioè la legge non era più uguale per tutti, esisteva una franchigia per alcuni dalla legge dello Stato, esattamente come nei regimi aristocratici e antidemocratici.

EVOLUZIONE DELL’INQUISIZIONE

La Chiesa non voleva che il popolo si scegliesse le proprie credenze, lo voleva obbediente alla fede da essa proclamata; era ostile alle novità scientifiche ed alla ragione ed era a difesa dei pregiudizi, condannò anche Galileo (1564-1642) e lo costrinse ad abiurare. Lorenzo Valla (1406-1457) aveva dimostrato la falsità della donazione di Costantino, fu accusato davanti all’inquisizione, si salvò perché era protetto; Lutero ebbe la stessa fortuna perché protetto dai principi tedeschi.

Le entrate dell’Inquisizione provenivano dalle proprietà confiscate, perciò essa operò per rendere duratura l’istituzione, versava anche grandi somme al tesoro reale spagnolo. Gli inquisitori domenicani, ebbero in affidamento l’Inquisizione, erano investigatori e accusatori, oltre che giudici, e si servivano di una polizia segreta e di delazioni.

Di fronte al tribunale dell’Inquisizione, il sospettato era considerato colpevole se non riusciva a dimostrare la sua innocenza, in contrasto con il diritto romano e germanico. Le prove erano raccolte in segreto, servendosi di delatori e torture, chi collaborava otteneva indulgenze.

L’imputato non aveva diritto al contraddittorio, a volte abiurava, il processo non era pubblico, però massima pubblicità era data alla sentenza ed alla sua esecuzione, allo scopo di ammonire e terrorizzare il popolo; generalmente le sentenze erano eseguite la domenica, giorno di festa, la scomunica di questi eretici prevedeva la confisca dei beni; finché rimanevano in vita, erano dichiarati incapaci di testare e di ricoprire cariche pubbliche; contro gli eretici albigesi si allestì anche una crociata che fece migliaia di morti.

Nel 1478 i domenicani, sotto Sisto IV, contro ebrei e mori, rilanciarono in Spagna il tribunale supremo dell’inquisizione e nel 1542 i gesuiti ripeterono l’operazione anche a Roma. A causa dell’Inquisizione, tanti ebrei furono massacrati e alcune ordinanze ne imposero la reclusione nei ghetti, i domenicani dirigevano l’Inquisizione ed erano i consiglieri di corte; con la controriforma, sarebbero stati sostituiti dai gesuiti in questo ruolo.

A causa delle lotta per il potere e per interesse, le fazioni o partiti, all’interno e al di fuori della Chiesa, accusavano i nemici d’eresia. Per far funzionare l’Inquisizione, la Chiesa si avvalse del braccio secolare, cioè dello Stato; in Italia l’inquisizione arrivò anche a Milano, Napoli, Firenze, Venezia e fondò confraternite; l’ordine francescano fu sospettato d’eresia e fu costretto a fare ritrattazioni, i valdesi o poveri di Lione furono richiamati, altri furono costretti ad abiurare; tanti italiani, per sfuggire all’inquisizione, si rifugiarono in Germania ed in Svizzera, tra loro erano i valdesi.

Comunque, nel 1582 Elisabetta I d’Inghilterra affermò che era tradimento far passare i sudditi alla religione cattolica, costituì un tribunale speciale anticattolico, una specie d’Inquisizione protestante, accusava i gesuiti di istigare alla disobbedienza, fece dei martiri tra i cattolici; nel 1585 espulse i gesuiti dal paese, del resto, si comportavano così anche i principi cattolici con i protestanti, nessun potente accettava la libertà di pensiero e la libertà di religione.

Elisabetta I fece decapitare, per tradimento, la cattolica regina di Scozia, Maria Stuart, in rapporto con il duca di Guisa di Francia, con Filippo II di Spagna e con Sisto V; Maria era sostenuta dal partito cattolico inglese che la voleva regina d’Inghilterra.

Malgrado il conflitto teologico, l’ostilità e la concorrenza, tra domenicani e gesuiti, i gesuiti passavano per innovatori, un giorno anche loro sarebbero stati superati dai giansenisti francesi; occorre ricordare che, come i francescani, anche i domenicani, che dirigevano l’inquisizione, avevano avuto i loro martiri per mano della Chiesa; il domenicano Girolamo Savonarola, voleva una riforma della Chiesa e nel 1498 fu giustiziato a Firenze, il domenicano Giordano Bruno, era un filosofo panteista, contrario al papa, e nel 1600 fu giustiziato a Roma, il domenicano napoletano Tommaso Campanella era contro Aristotele e voleva una società comunista, fu incarcerato e morì nel 1639.

I tribunali dell’inquisizione erano sottratti all’influenza dello Stato ed erano inviolabili, cioè erano tribunali speciali ed una giurisdizione separata. Il giudizio del tribunale dell’inquisizione era sottratto alla verifica dei tribunali statali, i giudici erano strumenti della Chiesa e le loro sentenze dovevano essere applicate ciecamente dallo Stato. Gli inquisitori avevano dallo Stato le guardie del corpo ed i decreti dell’inquisizione entrarono nella raccolta delle leggi secolari.

Domenicani e francescani n’approfittarono per arricchirsi, con ricatti ed estorsioni, furono perseguite persone a scopo di sfruttamento; per appropriarsi di terre altrui, i nobili ricorsero ai tribunali dell’Inquisizione; papa ed inquisitori trasformarono le pene in ammende a loro vantaggio, autorità secolari e vescovi partecipavano al bottino. Per trent’anni i vescovi di Albi lottarono contro la corona francese per il bottino ricavato dal massacro degli albigesi, per spogliare i loro eredi.

Si spiava e si denunciava, papa Gregorio IX (1227-1241) lodò le donne che denunciavano i mariti ed i figli che denunciavano i genitori; così la vita economica divenne incerta, perché soci e  debitori, se erano accusati d’eresia, potevano essere espropriati a danno dei creditori, inoltre, il commercio con gli scomunicati era vietato. Per Gregorio IX gli scomunicati erano tali fino alla settima generazione, perciò non c’era sicurezza nel commercio, per la chiesa di Roma, per la prescrizione dei crimini, erano richiesti cento anni.

Forse fu a causa di questi fatti che il commercio emigrò dall’Italia e si sviluppò in Inghilterra e nei Paesi Bassi, dove l’Inquisizione era meno conosciuta; gli inquisitori fecero di tutto per assicurare la sopravvivenza del loro istituto, con l’Inquisizione ci si poteva arricchire. Per reazione, tanti inquisitori furono assassinati dal popolo, poi furono fatti santi dalla chiesa; per il bottino delle confische, si batterono francescani e domenicani; per le terre da espropriare, i signori cooperavano con gli inquisitori papali.

Gli inquisitori difendevano i loro privilegi e si appropriavano dei beni degli accusati. Una volta riconosciuto colpevole, l’eretico era invitato a ritrattare ed a pentirsi, se non lo faceva era consegnato all’autorità secolare, con la raccomandazione formale di non ucciderlo, in realtà, se n’esigeva l’esecuzione. Era la solita ambiguità della Chiesa; ritualmente e ipocritamente, la Chiesa pregava lo Stato di risparmiare l’eretico, però scomunicava l’autorità che non provvedeva all’esecuzione.

Galileo fu accusato anche di aver scritto in italiano, invece che in latino, dimostrando così di non volersi limitare ad una discussione accademica, riservata ai dotti, ma di voler trascinare nella polemica il popolo. Ecco a cosa serviva il latino e la diffidenza della Chiesa verso la traduzione della bibbia; anche Lutero, come la chiesa di Roma, era contrario alla teoria copernicana, condivisa da Galileo.

L’Inquisizione aggiunse alla paura dell’inferno, quella delle suoi roghi, chi voleva salvarsi doveva fingersi pentito (Galileo) e rinunciare a manifestare le proprie convinzioni; i tribunali dell’Inquisizione davano lavoro migliaia di persone, tra cui delatori, boia, taglialegna, tutti avevano diritto ad una percentuale dei beni dei condannati, assieme a monaci, vescovi e principi.

Nel 1564 l’Inquisizione condannò Andrea Vasali, fondatore della moderna anatomia, perché, sezionando un cadavere, aveva scoperto che all’uomo non mancava la costola da cui era nata Eva. Comunque, fortunatamente, durante il rinascimento, nell’università di Padova, dipendente dal governo veneziano e sottratta all’Inquisizione romana, si sviluppava la ricerca libera, in nome della ragione si negavano i miracoli e l’immortalità dell’anima.

Le pene dell’Inquisizione erano tortura e rogo; al braccio secolare competeva la punizione, accanto al banco di tortura pendeva la croce. A chi portava legna per il rogo era concessa un’indulgenza plenaria, l’esecuzione avveniva in giorni di festa ed il condannato aveva sul capo il berretto dei pazzi.

La Chiesa fece papi diversi inquisitori e nel 1867 santificò Pietro Arbues, crudele inquisitore di Spagna; evitava discussioni con gli avversari, preferendo il ricorso all’Inquisizione, chiedeva obbedienza cieca. La congregazione dell’Inquisizione si trasformò in una polizia segreta al servizio delle lotte di potere all’interno della Chiesa. L’inquisizione operò prima contro eretici, ebrei e streghe, dal 1542 anche contro i protestanti.

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 23/09/2008 alle ore 17:15


Commenti

30/01/2012 15:34 - stecepa@libero.it ha scritto:

Egregio prof.Miccoli mi rivolgo a Lei per avere un' informazione. Leggendo alcune pagine del libro "Riforme e Miti nella Chiesa del cinquecento" di Romeo De Maio, ho trovato citato il domenicano Vincenzo Ceparano. Sto effettuando una ricerca sui Ceparano e Le sarei grato se potessi fornirmi qualche notizia. La ringrazio. Stefano Ceparano stecepa@libero.it


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