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BEATI I LAVORATORI CHE CAPISCONO PER CHI LAVORANO!

di Nunzio Miccoli – numicco@tin.it

 

Come si sa, le moderne forme di società di capitali, le finanziarie, le partecipazioni a catena, i prestanome ed i paradisi fiscali sono nati per ridurre le responsabilità dei grandi proprietari, per assicurare loro l’anonimato e per risparmiare tasse. Una delle conseguenze pratiche è che in queste grandi aziende i lavoratori dipendenti conoscono i dirigenti, ma non i veri proprietari per i quali lavorano; in altri tempi, i lavoratori erano più a contatto con i padroni.

Le piccole imprese a responsabilità personale pagano tante tasse e perciò i piccoli imprenditori, che si conoscono, paiono lavorare soprattutto per lo stato, dietro il quale però si nascondono altre persone, perché lo stato è un’astrazione. Del reddito di queste imprese, la somma dell’Iva pagata dai clienti, dell’imposta sul reddito pagata dai lavoratori e dell’imposta sul reddito pagata dagli imprenditori, è sempre molto più elevata del profitto netto dell’imprenditore.

Perciò in queste piccole imprese il padrone-socio di riferimento principale sembra essere proprio lo stato, dietro il quale però si occultano altre persone; in questi casi, sembra che tutti siamo dipendenti dello stato o che lavoriamo per lo stato, cioè direttamente in. regime comunista e in direttamente in quello liberista o falso-liberista. Lo stato è una società segreta.

Non esistono evasori totali, perché l’Iva la pagano anche dai mendicanti, quando comprano un panino imbottito, e dai neonati, che non sono produttori di reddito, quando consumano latte artificiale, mentre i conclamati evasori possono evadere in parte solo l’imposta sul reddito o l’Iva, ma non riuscirebbero ad evadere "in toto" tutte le imposte. Il concetto di evasore totale, sbandierato dalla stampa a dagli amici dello stato e degli esattori, è quindi un’astrazione.

Si afferma che l’imposta va pagate in base al reddito, però le imposte si pagano anche senza reddito, per esempio le imprese pagano l’imposta di registro al momento della loro costituzione, si paga l’imposta sostitutiva sui mutui contratti in banca, che non sono un reddito, ma forse lo stato con ciò vuole solo partecipare al business dell’ordinaria usura.

Se dentro l’impresa economica occulta, chiamata stato, esistono garanti locali che sono gli occhi e gli orecchi dei veri padroni, che vogliono restare anonimi, se nelle banche accade la stessa cosa, se nelle grandi imprese non si capisce dove sia collocata la proprietà e non si sa chi preordina le strategie, se l’irresponsabilità, anche a livello politico, è eretta a sistema, non si capisce perché ogni tanto ci si accanisce, contro chi, tra i sudditi lavoratori, non si assume le responsabilità  

Anche dietro la stampa esistono padroni occulti che ne condizionano la linea, con pubblicità e soldi pubblici o privati; in cambio di regalie, i giornalisti d’influenza rispondono ai poteri occulti e fanno propaganda. In cambio di regalie, parlamento e governo fanno leggi su commissione che servono a tutelare posizioni di privilegio e rendite parassitarie, però nemmeno i parlamentari conoscono i loro veri padroni, i più intelligenti tra loro li possono solo immaginare, intanto li ricattano, collezionando privilegi.

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 06/09/2008 alle ore 09:03


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