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Darwin e le barriere artificiali contro l'unità della specie umana

di Mario Ruffin

 

Nell’opera “The descent of Man, and Selection in Relaction to Sex” Charles Darwin ha scritto nel IV capitolo:

“Col progredire dell’uomo verso la civiltà e l’unificarsi delle tribù in comunità più ampie, la più semplice ragione dovrebbe dire a ciascun individuo che egli dovrebbe estendere i suoi istinti sociali e le simpatie a tutti i membri della stessa nazione anche se a lui personalmente ignoti: Raggiunto questo punto, vi è solo una barriera artificiale che gli impedisce di estendere le sue simpatie agli uomini di tutte le nazioni e razze……”

Questa “simpatia” a tutti gli uomini è un fatto che emerge nella stessa selezione con l’affermarsi di una forma strategica di unità della specie umana che è emersa come necessaria contro la predazione e contro le avversità della natura. Questo istinto alla unità si rinviene in traccia all’origine di tutte le grandi religioni e fu trasmessa dagli esseni al cristianesimo (l”amore per il prossimo”, per i poveri, per gli umili, ecc.) avendola essi ricevuta, durante la servitù babilonese, dai popoli della Mesopotamia i quali a loro volta l’ebbero attraverso la tradizione indoiraniana, dalle civiltà asiatiche.

Ma Darwin identifica una “barriera artificiale” che glielo impedisce.

 

INDOVINELLO:

Qual è questa barriera artificiale?

 

La risposta è ampliamente descritta dal genio di Jiean Jeacques Rousseau nel suo saggio "Origine della diseguaglianza".
< Contenuto:
Nel 1745 l'Accademia di Digione propone un tema: "quale sia l'origine della disuguaglianza fra gli uomini e se sia fondata sulla legge naturale". Rousseau presenta il suo "Discorso sulle origini e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini": "Il primo che, avendo citato un terreno, pensò di dire questo è mio e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!".
"E' questo il suo primo scritto importante di politica, dove viene posto il problema che poi verrà trattato nella sua opera maggiore, il "Contratto sociale". Rousseau ha il merito di aver formulato chiaramente, sia pure su di un piano astrattamente politico, l'idea di democrazia, e di avere mostrato come, con la proprietà privata, cominci l'infelicità umana".
>

 

RISPOSTA:

La barriera artificiale che impedisce agli uomini di estendere a tutti gli altri la simpatia prodottasi nella selezione come strategia per la difesa della Specie umana è LA PROPRIETA’ PRIVATA.

 

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 19/04/2008 alle ore 20:35


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