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II Papa parla ogni giorno questa volta resterà zitto

Intervista a Piergiorgio Odifreddi (matematico, nato nel '50, l'ultimo libro è "Perché non possiamo essere cristiani")

 

«Ratzinger ha annullato la visita perché ha capito dove può arrivare»

«I politici si piegano:nei giorni scorsi il sindaco di Roma e i presidenti di provincia e Regione sono stati presi a schiaffi. E non hanno battuto ciglio»

 

«I1 Papa ha annullato la sua visita a La Sapienza? Credo sia uno dei rari momenti in cui dimostra di avere un po' di buon senso». Piergiorgio Odifreddi, "matematico impertinente" è gasato. «Questa è una vittoria della politica di piazza, dei giovani, del popolo, contro un attacco che va avanti da due anni». Aveva sostenuto, in sintonia con l'appello fatto da un gruppo di scienziati al rettore dell'Università romana, che l'invito a Ratzinger fosse una provocazione e che, di conseguenza, fossero sacrosante le contestazioni». Insomma: «È arrivato il momento di bloccare l'offensiva papale, diciamo basta a queste continue intrusioni».

Professore, secondo lei perché la visita è stata annullata?

Questo Papa sta facendo una politica abbastanza esplicita, deve capire fino a dove si può spingere. I politici si piegano: nei giorni scorsi il sindaco di Roma e i presidenti di provincia e Regione sono stati presi a schiaffi. Non si sono alzati e se ne sono andati dicendogli quello che Juan Carlos ha detto a Chavez: "Stai zitto".

II Papa non va più alla Sapienza perché ha paura delle contestazioni?

Inutile leggere nella sua mente, il compito non spetta a noi. Certo, un conto è trattare con politici acquiescenti e inginocchiati, un altro è sfidare gli studenti, che sono giovani e coraggiosi. Avrebbe ricevuto una salva di fischi, forse ha capito fino a dove può arrivare.

Non crede che sia una sconfitta della società civile non tollerare chi la pensa diversamente da noi?

No, non lo è, semplicemente perché non stiamo negando libertà di parola a chi è perseguitato o oppresso. Il Papa non fa altro che parlare, intervenire, dettare leggi, e giornali e tv, soprattutto Rai Uno, amplificano. La sua invasione mediatica e fisica è diventata più che eccessiva. Se glielo consentiamo, Ratzinger fa bene a parlare, la colpa è nostra. Questa è una sconfitta per il rettore che lo aveva invitato, per la politica istituzionale e per i partiti che soffiano sul fuoco.

Scusi, ma lei come fa a lavorare fianco a fianco con la senatrice Binetti alla costruzione del partito democratico?

Fianco a fianco, non esageriamo. Ci siamo seduti vicino una sola volta.

Vabbé, parliamo di una signora che al confronto Ruini sembra un rivoluzionario.

Si può andare d'accordo senza essere d'accordo. Basta trattarsi in maniera educata e non avere la pretesa di far prevalere la propria opinione.

In tema di diritti civili, il Pd sta nascendo male.

È vero, la situazione è sbilanciata. Ci sono gli integralisti clericali ma mancano gli anticlericali convinti, il laicismo è a metà e noi ci incontriamo a un quarto. Tornando a Veltroni, non ha fatto una bella figura dal Papa che l'ha "sgridato" per lo sfascio di Roma. No, ma è comunque coerente, ha scelto questa politica. Io gliel'ho detto nei giorni scorsi: "Spero non andrai ad accogliere il pontefice alla Sapienza". E lui: "Sai com'è, dovere istituzionale...".

Cosa pensa della crociata antiabortista di Giuliano Ferrara?

Ferrara è un provocatore astuto e navigato, non è in malafede, è in pessima fede. Io accetto la posizione di chi è contro l'aborto, ma l'accetto da chi ha un totale amore per la vita, ad esempio da chi è vegetariano, da chi è pacifista, da chi non ammazza gli animali. Mi risulta che Ferrara sia sempre stato favorevole alla guerra in Iraq: sono convinto che uccidere essere umani adulti sia molto più riprovevole che "ammazzare" embrioni, che sono solo persone potenziali. Si dice che Ferrara sia stato ricevuto in segreto dal Papa, mi pare chiara la convergenza politica sul tema della "194".

C'è speranza che l'Italia possa essere un paese realmente laico?

Sì, la speranza sta nei giovani, che hanno meno da perdere e non accettano compromessi.

Ma lei è contrario a ogni religione?

No, sono contrario all'ingerenza della Chiesa nello Stato. Dopo l'unità d'Italia si era stabilito che ci fosse una libera Chiesa in un libero Stato. Io non voglio perdere le conquiste del passato, già il concordato del 1929 è stata una retromarcia, e noi siamo qui oggi, ottant'anni dopo, a rimetterci nelle posizioni in cui si trovavano i padri della patria.

 

Intervista di Cristina Cossu (Il Treviso, 16/01/2008 cristina.cossu@epolis.sm)

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 16/01/2008 alle ore 21:50


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