Pagina inizialePagina iniziale

Ambiente
Circolo
Bertrand Russell
Economia
Filosofia
Siti internet
Politica
Religione
Scienza
Società
Storia
Cerca nel sito >  
powered by FreeFind

Circolo Russell di Treviso su Facebook
Cercaci in FB

Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook

IL FASCISMO E’ NELLA NATURA DI MOLTI ITALIANI

A cura di Eripac

Perché il fascismo ha affascinato moltissimi italiani e continua ad affascinarli ? Lo scrittore Ennio Flaiano risponde a questa domanda. Il testo che segue si trova a pagina 152 del "Diario degli errori" – ed. Adelphi.

" Il fascismo conviene a moltissimi italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma patronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli "altri" le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. E’ superstizioso, vuol essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purchè gli si conceda che lui è il padrone".

 

 

Articolo inviato Delogu L. il giorno 25/05/2007 alle ore 21:40


Invia un commento


Scrivi 177 nel campo a lato (obbligatorio)



Testo del commento (max 2000 caratteri)

Scrivi un tuo nick (max 20 caratteri)


Anche per chi invia commenti è utile leggere la seguente pagina.



^torna su

© 2006 Circolo Bertrand Russell circolorussell.it

^torna su