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La cosiddetta
“Chiesa del silenzio”

Di Mario Ruffin

La Chiesa cattolica non fu perseguitata in URSS - come amano dire i suoi sudditi e i propagandisti - per il semplice fatto che in Russia non ci sono Cattolici ma Ortodossi. Gli stati Baltici furono ripresi solo alla vigilia della II° guerra mondiale e sono in gran parte luterani e calvinisti. Il Kazakhstan, la Kirghizia, l’Uzbekistan, il Tagikistan e altre Repubbliche meridionali, erano islamici. Notevoli le componenti buddhiste, per esempio nella Repubblica Buriata. Nessuna di queste si lamentò, tranne i cattolici che erano una esigua minoranza sparsa (es. Armenia, dove non ricordo grandi lamentele).

L’inimicizia della Chiesa Cattolica ha origini puramente classiste. La nobiltà feudale romana e non romana, i Vescovi padroni di estesissime proprietà agricole, si scatenarono contro il comunismo esclusivamente per proteggere i propri interessi e privilegî; addirittura, arrivarono a definire «sacra» la proprietà privata. Ecco l’origine della versione propagandistica della conclamata «Chiesa del silenzio» e della persecuzione cattolica contro gli Ortodossi (per es. i serbi nella Croazia sterminati dai cattolicissimi Ustascia) i quali invece nel frattempo si erano impegnati lealmente nell’URSS durante la guerra contro il nazismo e il fascismo.

Fu invece la Chiesa a cominciare una lotta sorda e continuativa per tutto il secolo contro il comunismo (che invece si proponeva la neutralità culturale contro ogni religione, in quanto «sovrastruttura», come prevedevano Marx e Lenin). La lotta contro il liberalismo, il socialismo e il comunismo da parte della Chiesa fu cominciata, con i precedenti del Sillabo di Pio IX e della politica antimodernista di Papa Sarto (Pio X), da Papa Ratti (Pio XI) con l’ispirazione del cardinale Pacelli, mediante un’alleanza con Hitler e Mussolini per attaccare la Repubblica spagnola del Presidente Alcalà Zamorra. Questi (dopo che Alfonso XIII di Borbone era fuggito in Italia nella Roma fascista di Pio XI) aveva distribuito le terre ai contadini, specie ai più poveri. Allora la Chiesa possedeva circa il 55% delle terre in Spagna, e pagava i contadini solamente a ogni singola opera con la caratteristica vergognosa avarizia che l’ha sempre contraddistinta. Nel libero Parlamento c’era solo un comunista. La riforma agraria non era stata comunista, bensì liberale. Inoltre Eugenio Pacelli, nobile romano e feudatario (parente di banchieri fallimentari salvati da Mussolini con i soldi dell’INPS), Nunzio Apostolico in Baviera e grande amico di Pio X, appoggiò la conservazione contro le rivolte comuniste dei soldati tedeschi sconfitti nella guerra del 1918. Un nobile cattolico ammazzò in parlamento il Capo del governo comunista di Baviera. Si leggano in proposito le lettere dell’epoca, scritte a Roma da Pacelli (futuro papa Pio XII) e Nunzio apostolico, nel libro di Emma Fattorino Le nunziature di Pacelli tra grande guerra e repubblica di Weimar, Ed. Il Mulino.

Fu la Chiesa a combattere in tutti i modi il comunismo perchè temeva più di tutto che venissero sequestrate le sue enormi ricchezze e proprietà; basta informarsi sull’attività sovversiva degli allievi segreti del Russicum a Roma, dove questi venivano addestrati a parlare con perfetto accento russo e poi venivano infiltrati in URSS, dove cattolici non ve n’erano. Perchè la Chiesa ce l’aveva tanto contro il comunismo? Fingeva di temere l’ateismo (che finalmente aveva libera cittadinanza secondo ogni principio democratico, magari l’ateismo avesse avuto nella Russia comunista gli stessi diritti e incredibili privilegî che la Chiesa ha in Italia), ma in realtà la Chiesa - con la tradizionale improntitudine e furberia - voleva mantenere gli anacronistici e sordidi privilegî feudali. La Chiesa, anche in Spagna, accusò il governo repubblicano di comunismo per la stessa ragione, come disse Papa Ratti per difendere quelli che lui definiva «i sacrosanti diritti della Chiesa» (si riferiva alle enormi proprietà terriere e allo sfruttamento dei suoi contadini). Così fu detto essere stata la Chiesa cattolica la più importante centrale di sobillazione, di propaganda e di coordinamento della politica anticomunista di tutti gli Stati del mondo.

È infatti del presidente Mao Dze questa frase molto convincente: «Il Papa è il Capo dell’imperialismo». Così ha vinto la Chiesa!

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 27/04/2007 alle ore 18:35


Commenti

21/09/2014 18:11 - pao ha scritto:

Testo vergognoso
Comprendo la liberta` di pensiero ,pero`.


Allora io dico che B.Russell non e` mai esistito.io non l'ho mai incontrato.

04/02/2012 00:57 - controiilfascismoros ha scritto:

ma stai scherzando, vero? ma chi vuoi gabbare? peggio dei nazisti, peggio dei fascisti, i gulag hanno visto morire cattolici, testimoni di jehowa, protestanti, certo la maggioranza era ed è di credo ortodosso, ma il determinismo storico-economico ateo e anticlericale aveva proprio come fideismo massificante la censura di ogni minimo virgulto cattolico degli uomi9ni liberi da ogni consizionamento contro la persona e la libertà, specialmente quella religiosa. .... quanti milioni di morti per il sol dell'avvenire. Povera gente, quante sofferenze e dolori, quante deportazioni, quante esecuzioni capitali, quante persone condannate ai manicomi di stato da giudici realmente pazzi e succubi di Beria & C. Ma ha ancora il coraggio di trovare delle scuse e arrampicarsi sui vetri per giustificare l'odio, la violenza, il fervore antidemocratico, la morte di stato, la massificazione delle idee per pochi burocrati-soviet che hanno distrutto popoli ed economie.


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