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MANIFESTO DELL’ECOLOGISTA

 

Spesso vengo rimproverato perché non sono presente alle conferenze su temi ecologici e di difesa ambientale.  Il motivo principale è che ho perso la speranza:  da più di 30 anni moltissime persone autorevoli,  e nel suo piccolo il sottoscritto,  spiegano ai cittadini i disastri naturali provocati da un industrialismo  e un consumismo selvaggi.    Oggi soltanto l’ uno per mille delle persone in Italia ha una sensibilità ecologica e fa quancosa di concreto. Ogni abitante cosciente del mondo industrializzato dovrebbe avere due compiti:  primo,  difendere l’ambiente cominciando da se stesso;  secondo, ricordare con tutti i mezzi possibili che il pianeta è in pericolo a causa delle distruzioni ambientali in cui l’uomo è il maggiore responsabile.   Un solo dato che può far rabbrividire chi ha una coscienza ecologica: ogni anno il mondo industrializzato invia nell’atmosfera 7 miliardi di tonnellate di CO2 (carbonio) e distrugge una estensione come la superficie della Lombardia di foreste tropicali.  L’Italia contribuisce con 500 milioni di tonnellate di carbonio.  Che fare partendo da noi stessi ? Ecco i consigli degli esperti *:

 

A -  Non lasciare la televisione in stand-by.

B -  Sostituire cinque lampadine da 100 W con 5 a basso consumo.

C -  Fare due cicli di lavaggio a settimana a 40°  anziché a 90°.

D -  Tenere acceso lo scaldabagno elettrico solo di notte.

E  -  Abbassare il riscaldamento di 2 gradi.

F  -  Rinunciare una volta alla settimana all’auto.

G  -  Fare la doccia e non il bagno e usare filtri per ridurre il getto d’acqua.

H  -  Se si compra un frigo nuovo sceglierlo di classe A di basso consumo.

I   -   Diminuire la produzione dei propri rifiuti del 10%.

L  -   Spegnere il televisore quando non si ascolta e spegnere la luce quando si esce da una stanza.

M -  Comprare solo ortaggi di stagione.

N  -   Un  uso più moderato del condizionatore e spegnere il computer quando non si usa.

O  -   Non cambiare scarpe, vestiti, camice, cappotti soltanto perche non sono più di moda.

P  -   Controllare periodicamente la carburazione e la marmitta della propria auto.

 

Se  il  70%  delle famiglie italiane accettasse  questa “cura” leggera  l’atmosfera italiana riceverebbe 100 milioni di tonnellate annue di carbonio in meno. Però sappiamo che tutti parlano ma solo pochissimi  hanno il coraggio di rinunciare a qualcosa.  

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che se uccidiamo il consumismo uccidiamo anche l’industria e il commercio e provochiamo milioni di disoccupati.  Perciò il consumismo selvaggio inquina e distrugge il pianeta, ma è il “carburante” delle industrie e dei commerci e soprattutto permette a milioni di individui di lavorare.  L’unica soluzione sarebbe una economia di guerra con il tesseramento per ogni prodotto da consumare, ma questo sarebbe comunismo e nessuno nel mondo capitalista lo vuole.   

 

Franco Vicentini

Circolo culturale Bertrand Russell  - Treviso

 

* I consigli degli esperti sono stati pubblicati nel  “Venerdì di Repubblica”  del 9 febbraio 2007.

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 15/03/2007 alle ore 19:06


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