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Emisferi cerebrali: dominanza

Articolo proposto dal dott. Ruffin Mario

 

I due emisferi cerebrali rappresentano simbolicamente un modello di "coppia di opposti" che interagiscono sinergicamente e costituiscono di fatto una unica unità funzionale per l’adattamento e lo sviluppo del "sistema uomo".

 

 


Sebbene il cervello abbia una struttura simmetrica, con due emisferi dotati di aree motorie e sensoriali corrispondenti, alcune funzioni intellettive sono limitate a un solo emisfero. In ogni individuo, l’emisfero dominante presiede al linguaggio e alle operazioni logiche, mentre l’altro controlla le emozioni, le capacità artistiche e la percezione spaziale. In quasi tutti i destrimani e in molti mancini l’emisfero dominante è il sinistro.

Enciclopedia Encarta

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L’emisfero sinistro: è stato per molto tempo il più studiato dal punto di vista neuropsicologico a causa del suo coinvolgimento nei processi linguistici e quindi del suo "valore localizzatorio" nello studio delle lesioni cerebrali; già nel 2500 a.C. circa, i medici egiziani segnalavano la stretta associazione tra disturbi del linguaggio e paralisi del lato destro del corpo; questo emisfero sembrerebbe avere funzioni più specifiche del suo controlaterale.
Per quanto riguarda livelli alti di elaborazione cognitiva, questo emisfero sembrerebbe avere una specializzazione nei processi di analisi e categorizzazione; in altre parole nella capacità di scomporre analiticamente una configurazione globale nei suoi elementi costituenti (sia questa una figura, un problema o un concetto).

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L’emisfero destro: è stato senz’altro meno studiato probabilmente a causa della sua relativa "asintomaticità" nel caso di lesioni cerebrali, e solo da pochi anni è stata studiata a fondo la sua peculiarità per le prestazioni visuo-spaziali. Questo emisfero sembra collegato più dell’altro al lato affettivo ed emotivo del comportamento; considerando l’aspetto filogenetico, alcuni esperimenti hanno dimostrato che l’emisfero destro del ratto ha un ruolo predominante nei comportamenti aggressivi ed emotivi, inoltre è stata postulata l’esistenza di una relazione tra comportamenti di paura, attacco, lotta e fuga (comportamenti che nei nostri predecessori erano strettamente collegati alla conservazione del territorio) e la capacità di organizzare una rappresentazione mentale dello spazio fisico.
Da un punto di vista funzionale questo emisfero è specializzato nella elaborazione degli stimoli visivi, nella rappresentazione mentale dello spazio e del tempo (ad esempio nel ruotare mentalmente una figura), nel riconoscimento dei volti non conosciuti, nel riconoscimento delle espressioni facciali (spesso espressione di stati emotivi) nella percezione e nella produzione della musica.
Considerando il funzionamento di questo emisfero rispetto a funzioni cognitive gerarchicamente superiori, una serie di dati sperimentali ne mette in rilievo la peculiarità nei processi di sintesi e nella percezione della globalità di una struttura, (figura, problema, o concetto che sia), partendo dagli elementi che la compongono.
Per esempio nel caso di una immagine, la capacità di unire l’insieme dei dettagli percependo la figura nel suo insieme.

…………

Il modello "emisfero sinistro - pensiero razionale ed emisfero destro - pensiero creativo", se non viene inteso come una rigida dicotomia, è in realtà coerente a molte osservazioni rilevate sia nella esperienza clinica che psicoanalitica.

 

Paolo Cogorno

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………riferendosi ai  casi di soggetti privi di una diretta connessione interemisferica, i neuro-psichatri , in particolare il Premio Nobel Roger Sperry (3) hanno preso nota di importanti informazioni sulle organizzazione della conoscenza nel cervello umano.

Infatti hanno individuato che i due emisferi di un uomo adulto controllano differenti aspetti del pensiero e del comportamento pertanto una delle differenziazioni funzionali più evidenti è proprio quella relativa all’operare cognitivo dell’emisfero sinistro del cervello rispetto al destro.

Tali ricerche hanno comprovato, ad esempio: facendo vedere un oggetto nel campo di azione dell’occhio sinistro, che preferenzialmente invia informazioni, tramite il chiasma ottico, alla zona occipitale dell’emisfero destro; si è notato che l‘individuo dal cervello diviso è incapace di descrivere l’oggetto.

Quanto sopra non si verifica se l’oggetto è esposto al campo di azione dell’occhio destro, in quanto esso è correlato preferenzialmente all’emisfero sinistro.

In tal modo è stata confermata la prima distinzione fondamentale già ben nota: l’emisfero sinistro è "parlante " il destro è "silente".

Quanto sopra è conseguente al fatto che la struttura fondamentale deputata al linguaggio, detta Area di ‘Broca’, dal suo scopritore, è situata nella parte pre-frontale dell’emisfero sinistro. Inoltre un’altra area, detta di Wernike, è sviluppata normalmente anch’essa nell’emisfero sinistro; quest’ultima assume compiti di tipo associativo che facilitano la comprensione, proprio perché si ritiene che essa sia deputata a realizzare una sincronia tra i dati percepiti e l’evocazione dei dati mnemonici precedentemente acquisiti, determinando in tal modo una interferenza della memoria nel riconoscimento per confronto delle informazioni percettive.

Queste specializzazioni delle aree che agiscono sul riconoscimento e la verbalizzazione della risposta sono normalmente lateralizzate nell’emisfero sinistro, mentre non si denota (sulla base delle analisi dei flussi sanguigni ottenute con la strumentazione NMR e PET), alcuna corrispondenza simmetrica nell’emisfero destro di tali aree funzionali.

Da questi dati si ritiene che l’emisfero sinistro sia più abile nella capacità di sviluppare strategie di ricerca cognitiva definendo relazioni logiche capaci di utilizzare la memoria al fine di anticipare una risposta mediata dalle conoscenze acquisite.

Tali conoscenze e riflessioni permettano di interpretare l’esperienza sopra citata, per cui l’uomo dal "cervello diviso" riesce a dare spiegazione di ciò che osserva, solo nel caso in cui è implicato sia nella percezione che nella descrizione verbale l’emisfero sinistro, mentre nel caso che, la percezione venga rappresentata dall’emisfero destro, non gli risulta possibile alcuna spiegazione in quanto la percezione è stata elaborata dall’emisfero silente. Con il "cervello diviso" risulta praticamente bloccata la capacità di trasferire informazione da un emisfero all’altro, pertanto solo il cervello sinistro può liberamente riconoscere un oggetto e contemporaneamente parlare della propria esperienza visiva.

Al processo di differenziazione in aree specializzate del cervello, ivi compresa la diversità dell’emisfero sinistro dell’uomo responsabile dell’espressione linguistica, da quella dell’emisfero destro silente, è stata data una interpretazione evolutiva…………………………………………………….

 

Nelle persone adulte con il "Cervello Diviso", incapaci di comunicare rapidamente tra le due sezioni specializzate del cervello, la acquisita lateralizzazione assimentrica degli emisferi cerebrali provoca serie anomalie comportamentali. Infatti dalla evocazione della memoria esercitata dalle aree associative, possono emergere false memorie, che tendono ad inibire ulteriormente i residui meccanismi di integrazione della risposta con l’emisfero destro silente; quest’ultimo nell’uomo ha un carattere meno specializzato, che quindi conserva le capacità intuitive derivanti dalla plasticità cerebrale propria dell’età infantile. La dissociazione dei due emisferi provoca una attitudine a chiudersi in un comportamento derivato da un pensare privo di immaginario intuitivo, che induce psicosi di panico dovute essenzialmente alla incapacità di affrontare problemi che si presentano come nuovi e che pertanto producono alterazioni gravi nel comportamento di questi individui.

Queste ricerche sulla lateralizzazione del funzionamento cerebrale su soggetti privi di comunicazione diretta tra i due emisferi cerebrali, emergono importanti riflessioni sull’organizzazione funzionale del cervello e di conseguenza sulla elaborazione delle conoscenze nell’apprendimento

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Vilayanur S. Ramachandran

 

V. S. Ramachandran, è professore di neuroscienze e psicologia all'Università della California e direttore del Center for Brain and Cognition. E' un neuroscienziato di fama mondiale; la rivista “Newsweek” lo ha incluso tra i cento personaggi che hanno maggior probabilità di dare un contributo importante alla società contemporanea.

 

Al termine dell'opera sono accennati temi d'importanza straordinaria: la malattia mentale, il libero arbitrio, il ed altri temi filosofici. Il problema del libero arbitrio è liquidato con una semplicità disarmante. Gli esperimenti hanno dimostrato che un istante prima che noi decidiamo di compiere un movimento si attivano certe aree neurali, distanti dall'area motoria. La nostra volontà sarebbe dunque un'illusione, un prodotto dell'attività di certe strutture nervose.

Riguardo al tema della malattia mentale in senso psichiatrico e psicopatologico il lettore potrebbe restare insoddisfatto. La psichiatria, che secondo l'auspicio dello studioso, diventerà in un prossimo futuro un capitolo delle neuroscienze, ribattezzata “neuropsichiatria evoluzionista”, è solo uno dei temi di questo saggio.

 
C Vilayanur S. Ramachandran
“che cosa sappiamo della mente”
Gli ultimi progressi delle neuroscienze raccontati dal massimo esperto mondiale
Oscar Saggi Mondatori
Euro 8,80

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 10/01/2007 alle ore 18:46


Commenti

13/11/2013 13:36 - Katia ha scritto:

Buon giorno, mi chiamo Katia Tacco e ho un figlio di 9 anni che a 3 anni ebbe una diagnosi di spettro autistico. Grazie alle cure biomediche e alle terapie riabilitative già dall'anno scorso il bambino è uscito dallo "spettro". La situazione è fortemente migliorata ma non tutto è stato ancora recuperato. Lorenzo, mio figlio, a 5 anni e mezzo diceva poche parole, spesso ecolaliche, e non era ancora lateralizzato. Poi abbiamo scoperto che è destrimano e ha un talento pazzesco per il disegno. In particolare ha la capacità di disegnare oggetti e animali, anche in movimento, e tridimensionali con perfette proporzioni. Sebbene anch'io da piccola avevo il talento del disegno, mio figlio in questo mi batte alla grande! Solo recentemente un'amica mi ha fatto notare che Lorenzo disegna verso il margine sinistro del foglio e per questo mi ha chiesto se Lorenzo fosse mancino. Così mi è venuto un sospetto: è possibile che Lorenzo abbia subito un danno nell'emisfero sinistro e che lo abbia compensato utilizzando l'emisfero opposto? Questo potrebbe spiegare perché il bambino, che inizialmente parlava, poi, a 3 anni, perse completamente questa funzione. C'è qualche medico o scienziato che possa darmi una spiegazione? Grazie mille!

17/11/2010 18:14 - Francynontimporta ha scritto:

Io ho studiato a fondo questo casa: ora vi sottoporrò a un caso d destrosi e sinistrosi

Nel caso dei sinistrosi la parola e la comprensione della scrittura e il suo movimento è nell'emisfero destro. Nei mancini prevale l'immaginazione, l'intuito al posto di logica e si è dimostrato che i mancini in media discegnano meglio dei destrosi poichè hanno l'area della tridimensionalità cioè nel raffigurare meglio gli oggetti a tre dimensioi.

Nel caso dei destrosi è errato che i calcoli si svolgano solo nella parte sinistra del cervello in tutti i casi, ma solo in questo caso lo è. Sono più logici che intuitivi, e anche se ovviamente non è detto, non riescono a percepire tridimensionalità nella loro raffigurazione.

L'emisfero destro è intuitivo,con immaginazione,olistico,selettivo sintetico e non verbale(nel e il sinistro logico,razionale,esprime dettagli. Ognuno degli emisferi controlla ognuna delle parti. Tuti e due condividono l'area visivo-uditiva,dei muscoli volontari e non,della sofglia del dolore della parte del corpo appartenente. Inoltre il sinistro è temporale mentre il destro è spaziale cioè che tiene conto dello spazio maggiormente e viceversa il sinistro. I mancini hanno più corpo calloso nell'emisfero dominante e pensano più vwelocemente e riconoscono le lettere e durante un discorso moderano il modo di parlare poichè la loro è la parte emotiva del cervello. I destrosi al contrario

08/02/2010 14:50 - curiosità ha scritto:

scusate..leggevo le varie inserzioni e mi è venuta una curiosità.. sapreste darmi qualche informazione riguardo le persone che sanno ripetere le parole nel senso opposto(es. ciao=oaic), se ciò sia dovuto a fattori neurologici, o se sia soltanto una semplice cosa appresa in giovane età? ringrazio anticipatamente

30/07/2009 12:19 - DISPERATA ha scritto:

ringrazio WM per il consiglio anke se nn ho trovato niente...vorrei sapere al più presto ke tipo di coma è quando vi si è ancora in coma però ad okki aperti....si tratta di un ragazzo ke è passato da vari stadi di coma e ade4sso apre sl gli okki ma sta ancora in coma...........vorrei sapere i tempi e le conseguenze.......o se a mio rammarico rimarrà così..............by disperata.

12/07/2009 14:44 - wm ha scritto:

Cara 'disperata' provi a leggere questa pagina http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=409, dove ci sono anche numeri e mail

11/07/2009 16:52 - disperata ha scritto:

anke io ho trovato la spiegazione molto comprensibile......solo ke vorrei sapere se 1 ragazzo di 21 anni dopo aver avuto un trauma cranico e dopo essere stato 7 giorni in coma farmacologico è già possibile dire ke del suo cervello ne funzionerà solo la metà,quindi la mia domanda è nel corso di 6 mesi successivi al risveglio dal coma farmacologico,lui nn potrebbe di nuovo tornare quello ke era prima o è solo 1 mia utopia ?????vi prego rispondete al + presto lo so ke dipende da diversi fattori ,ma vorrei sapere i vari casi.grazie...............disperata

04/07/2009 11:09 - lunarossa 66 ha scritto:

ho trovato la spiegazione molto comprensibile e lineare, dovrebbe essere così per qualsiasi altro dubbio. In modo tale che anche chi non conosce la materia può capire.

06/09/2008 11:54 - anonimo ha scritto:

Non credo che Osho volesse dare prova scientifica di quanto affermato o far credere di conoscere la neurobiologia. Piuttosto informare sull'attitudine delle persone che come spiega anche la psicologia può determinare assenza o quasi assenza di emotività in soggetti fortemente razionali o viceversa carenza di senso pratico e della realtà in quelli fortemente creativi.

Grazia

27/06/2007 18:56 - Elisabetta Zentini ha scritto:

Chi legge questo articolo scientifico inviato dal sig. Ruffin dopo aver letto l'articolo di Osho "Il coraggio di essere unici", si rende subito conto delle stupidaggini che ha scritto Osho sulle funzioni dei "due cervelli".
Sono alcuni decenni che si sa che i due emisferi cerebrali hanno diverse, ma sempre integrate funzioni. Però NON ESISTE un solo scienziato che sia arrivato alla conclusione di Osho, cioè quella di ritenere che oltre la funzione genetica i "due emisferi" possiedono anche qualità morali: il sinistro, quello della logica e della razionalità, è avido di denaro e di potere; il destro, quello della creatività, invece è "buono" perché non ama la competizione e il denaro.
Chi crede in questa assurdità dimostra di non capire né la neurobiologia né la psicologia.

Elisabetta Zentini


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