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Giuda, il falso profeta

Relazione dell’ing. Lodovico Mazzero

Al II Congresso di studi laici sul Cristianesimo

Montegrotto Terme (PD), 5 novembre 2006

1.1.     Premessa di metodo

Ho meditato diversi giorni sulle cose da dire in questo intervento. La preoccupazione è infatti legata alla difficoltà di far in qualche modo accettare le informazioni che ora darò, in quanto esse presuppongo una rivoluzionaria visione di quanto accadde nel I secolo della Nuova Era.

Quello che dirò sembrerà infatti molto contraddittorio per come normalmente viene letta la vicenda cristiana. In qualche modo cercherò infatti di far capire ai non credenti che quanto è riportato nel Nuovo Testamento è molto più vero di quanto loro suppongono. Viceversa dovrei “proporre” ai credenti che quanto gli hanno insegnato è ben più falso di quanto siano abituati ad accettare.

Operazione, soprattutto quest’ultima, ben difficile tenuto conto che l’azione di convincimento è stata imperniata da secoli sulla presentazione di un uomo condannato alla morte più infame, la crocifissione, sebbene innocente e addirittura di natura divina. Questa “raffigurazione” ha contagiato tantissimi esponenti della cultura più o meno ufficiale, compresi molti che si dichiarano non adoratori del credo cristiano.

Ritengo che la rappresentazione più attuale di come la nostra mente legge la figura di Gesù sia quella dell’immagine seguente, in cui compare un’affascinante ragazza che però dolcemente non ci mostra il suo volto mentre porge volentieri le forme sinuose del collo contornato da un nero nastrino.

 

 

Molti di quelli che hanno ascoltato le precedenti parole ritroveranno esattamente la descrizione da me proposta, ma ve ne saranno sicuramente altrettanti che scorgeranno benissimo un personaggio ben diverso, magari senza vedere la ragazza di cui io ho cercato di dettare i lineamenti.

Questa immagine così ambigua è utile per far comprendere come la nostra mente legge la realtà come meglio è preparata oppure guidata, seguendo questa o quella rappresentazione spesso favorita semplicemente da istinti personali, spesso puramente emotivi.

La questione cristiana segue gli stessi binari, in quanto noi siamo stati educati a legare a Gesù le nostre aspettative più recondite, lasciandoci andare ad atteggiamenti di parte che hanno condizionato una percentuale preponderante della ricerca storica, dimostrando ancora una volta quanto i nostri interessi, in senso molto lato e non necessariamente spregiativo, condizionano la nostra conoscenza.

Ripropongo ancora una volta un importante fatto storico per far comprendere quanto sia difficile spesso fare qualche “passo in avanti” nella conoscenza. Mi riferisco al famoso processo contro Galileo Galilei, condannato perché, tra le altre imputazioni, sosteneva il sistema astronomico eliocentrico contro quello geocentrico. Per noi che viviamo nel XXI secolo parrà normale pensare ad una Terra che gira attorno al Sole, ma a ben pensarci la percezione dei fatti guidata dalla nostra vista non conduce a questa conclusione. La “naturalezza” della vista si scontrava fin dai tempi antichi con la difficoltà nel prevedere il moto degli astri, ostacolo superato brillantemente dall’ingegno di studiosi quali il Tolomeo che avevano architettato sistemi per risolvere le questioni poste.

Nello studio astronomico come in quello religioso ci imbattiamo nel concetto di verità derivante dalla fede, intesa come fiducia. Nel primo ambito, la domanda cruciale può infatti sintetizzarsi nelle seguenti parole: “Posso aver fiducia dei miei sensi in modo da utilizzare le loro informazioni sulla realtà come strumento affidabile per ricostruire la realtà stessa?”

I filosofi proponevano esempi in cui i nostri sensi non forniscono informazioni corrette, tra i quali ricordo quello del bastone (o il braccio) immerso nell’acqua che noi vediamo come se fosse spezzato mentre non lo è. Ma ci vollero secoli per spiegare e convincere non solo che è la Terra a muoversi attorno al Sole ma che essa stessa è un pianeta sferico e non una superficie piatta.

La domanda che sintetizza i dubbi metodologici in ambito astronomico può essere trasposta in campo storico (religioso) con semplici modifiche: “Posso aver fiducia nei testi tramandati in modo da utilizzare le loro informazioni sulla storia come strumento affidabile per ricostruire la storia stessa?”

Limitando il nostro campo alla nascita del Cristianesimo, in quanto tema del Congresso, ci rendiamo conto che anche qui siamo di fronte ad una miriade di studiosi, novelli Tolomeo, che nell’arco di quasi 2 millenni hanno studiato, interpretato e scritto un’infinità di testi per giustificare quanto riportato nel Nuovo Testamento. Come riuscire quindi a far comprendere che vi è la possibilità che quei testi vadano riletti sotto un’altra luce per scoprire non “l’affascinate ragazza” ma la “vecchia beffarda” che essi forse volevano nascondere?

Mi rendo conto che la stessa sorte toccata ai fautori del sistema eliocentrico capiterà inevitabilmente anche a qualsiasi teoria che voglia ribaltare il paradigma ormai congenito delle rappresentazioni cristiane: Gesù era un brav’uomo ingiustamente condannato a morte.

Anche se capiamo che ci vorranno probabilmente decenni o secoli perché sorgano studiosi e strumenti sufficienti per sostenere una visione diversa della vicenda cristiana, come tutte le cose bisogna pure che queste abbiano un inizio e oggi siamo qui per dare un altro contributo perché queste nuove teorie abbiano un seguito.

1.2.     Una nuova visione delle origini cristiane

Riparto quindi da dove ero arrivato l’anno scorso quando ho spiegato che prima dell’anno 67 il cristianesimo non esisteva. Fu infatti nell’autunno di quell’anno, all’inizio della guerra giudaica, che Vespasiano fece crocifiggere a Magdala dei Pesci, più nota come Tarichea, Gesù figlio di Safàt (Saffia). Questo era il primo personaggio importante della resistenza giudaica, mentre l’altro era Giovanni di Giscala, che verrà condannato alla prigione a vita nel 70 quando Gerusalemme fu presa.

Ma cosa accadde dopo che la Giudea era stata sottomessa e ridotta a proprietà privata dell’imperatore romano?

L’anno scorso ho tracciato un possibile percorso storico e oggi verrò a completare le informazioni fornite, correggendo tra l’altro l’identificazione della bestia che sale dalla terra ovvero il falso profeta. Nei discorsi non darò, per brevità di tempo, tutte le giustificazioni ma rimanderò ad una bibliografia, citata alla fine, in cui sono riportate quelle finora scoperte, pur sapendo che altre potrebbero giungere anche a migliorare le conclusioni che vi proporrò. Ripartiamo quindi dal momento in cui terminano le “storie” raccontate da Giuseppe Flavio.

·       Nella Giudea sottomessa dai Romani fa la sua comparsa il falso profeta. Il suo è il ruolo di esattore delle tasse, ma che si tramuta ben presto in quello di inviato dell’imperatore per sottomettere la popolazione al suo volere. Per far questo sfrutta le sue abilità di mago ingannatore

·       La sua azione non è comunque limitata alla Giudea, ma si fa conoscere anche in altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, di volta in volta nascondendosi sotto nomi e ruoli diversi

·       L’anno dell’arrivo dell’impostore è il 79, in cui muore Vespasiano mentre una cometa preannuncia presagi nefasti per l’arrivo dell’impostore in Giudea

·       Alla morte di Vespasiano (23 giugno del 79) sale al potere suo figlio Tito, il conquistatore di Gerusalemme, che è in non celata tresca con Berenice II, la sorella del re Agrippa II

·       Il 24 agosto del 79 accade un cataclisma incredibile: l’eruzione del Vesuvio. Questo evento fu vissuto ed ebbe ripercussioni significative per tutte le popolazioni del Mediterraneo, tanto da sembrare veramente, assieme all’arrivo del falso profeta, come il preannuncio della fine del mondo

·       Il cataclisma aveva inoltre un significato particolare per i Giudei che odiavano i Romani vedendo in essi l’impero del male da distruggere, sia per vendicare le atrocità patite sia perché s’instaurasse sulla Terra il regno divino da loro auspicato

·       Ispiratore e capo indiscusso della resistenza zelota era rimasto Giovanni di Giscala che, dal suo esilio a Patmos, inviava missive (l’Apocalisse) per organizzare la ribellione dei Giudei ortodossi contro Roma

·       Rivolta che cominciò con l’incendio della capitale avvenuto sotto l’imperatore Tito e che ebbe però due tragici epiloghi:

o     Tito, sospettando che l’incendio fosse una vendetta dei Giudei, ne fece massacrare un gran numero facendoli soffrire in maniera indicibile come esempio contro ulteriori tentativi di sommossa,

o     Lo stesso imperatore, sapendo che l’ispiratore degli atti “terroristici” non era altro che Giovanni, lo fece decapitare inviando per l’esecuzione proprio il falso profeta. Questo avvenne per “festeggiare” il compleanno dell’imperatore, il 30 dicembre dell’80

·       Ma la sistemazione della questione giudaica non poteva attendere. Era maturata l’idea infatti che la Giudea potesse essere guidata nuovamente da un regnante del posto. Il falso profeta, discendente degli Asmonei che si era imparentato con gli erodiani sposando Mariamme, sorella di Berenice e Agrippa, sembrava la persona più adatta al ruolo di nuovo re dei Giudei

·       La sua ascesa al trono era quindi caldeggiata dall’imperatore in quanto il falso profeta, oltre a possedere la legittimità di pretendente al regno, era anche un amico fidato dei Romani

·       Solo che lo stesso falso profeta era considerato dai coetanei un impostore ed in più si sapeva della sua complicità nell’uccisione di Giovanni

·       Un’occasione propizia per insediarlo nel trono fu offerta dalla grande carestia che scoppiò nelle regioni orientali e che metteva ulteriormente in ginocchio la già provata popolazione della Giudea

·       Fu deciso quindi di utilizzare le riserve accumulate da Vespasiano grazie alle sue guerre di conquista per distribuire dei viveri in Giudea

·       Tito, Berenice II, il falso profeta e il suo seguito di aiutanti scesero quindi in Giudea sia per soccorrere la popolazione sia per incoronare il falso profeta quale re dei Giudei

·       Solo che questo percorso di avvicinamento fu seguito anche dai Giudei esiliati nell’Asia minore e seguaci dell’ormai defunto Giovanni, i quali odiavano i Romani e rifiutavano il falso profeta come loro futuro regnante

·       Inoltre il falso profeta era accusato di

o     essere stato persecutore degli Zeloti e complice nell’omicidio di Giovanni stesso

o     abiurare le leggi ebraiche

o     proporsi empiamente quale figlio di Dio

·       Era la Pasqua dell’81 quando il falso profeta giunse a Gerusalemme per farsi incoronare re e sommo sacerdote nel Tempio di Gerusalemme, ma le cose non andarono come previsto

·       I Giudei provenienti dall’Asia sobillarono la popolazione che si divise tra quelli favorevoli al nuovo re e quelli che invece ne deprecavano la figura e l’operato. Ed ebbero la meglio quest’ultimi

·       Ne nacque una quasi insurrezione in cui il falso profeta venne fatto oggetto di lapidazione così intensa che i più lo consideravano morto

·       Per salvarlo dovettero intervenire le guardie di Tito il quale, fingendo di portarlo in prigione per giudicarlo reo delle sue colpe, colse l’occasione per curarlo e poi trasferirlo durante la notte a Cesarea

·       In questa città, quartier generale dei Romani, arrivò poi anche Tito e Berenice II oltre a quelli che quelli che volevano giudicare e condannare a morte il falso profeta sia per empietà sia per essere stato complice dell’omicidio di Giovanni di Giscala

·       Tito riuscì ad evitare la fine dell’impostore facendolo scortare nella più sicura Roma, barattando la sua “liberazione” con la distribuzione dei viveri assolutamente necessari per una popolazione ridotta alla disperazione.

1.3.     Da Gesù a Giuda

Voglio terminare qui la ricostruzione dei fatti per soffermarmi su alcune importanti considerazioni, prima soprattutto di fornire il nome con cui il falso profeta era conosciuto.

Per ottenere tutte le informazioni sviscerate abbiamo dovuto porci in un altro punto di vista nella ricerca. Il perché è dovuto al fatto che, secondo me, troppa poca importanza è stata data al processo di Gesù, anzi al fatto che in tutto il Nuovo Testamento compaiono più persone soggette ad inquisizione. Tutti personaggi che poi finiscono con l’ottenere un ruolo positivo nel racconti. Ci saremmo dovuti interessare di questo fatto e chiederci se per caso questi testi non siano stati di parte, non siano cioè stati confezionati per difendere qualcuno che invece meritava ben altri giudizi. Se il Nuovo Testamento non è altro che una raccolta di scritti a favore di Gesù, Pietro e Paolo e i loro aiutanti, dove sono finite le testimonianze di chi invece accusava questi predicatori?

Secondo la ricostruzione proposta l’anno scorso, l’Apocalisse era già un testo dell’accusa. Ma, come sanno gli studiosi, la cattiva reputazione che si era guadagnato Gesù è ben presente in altri scritti, anche se a noi sono pervenuti sotto forma di brevi citazioni o in linguaggio criptico. Anche questo particolare avrebbe dovuto insospettire e indotto a pensare che probabilmente i fatti di quell’epoca sono stati oggetto di manipolazione per far scomparire una realtà storica diversamente triste e pericolosa da far conoscere.

Ma se il Gesù evangelico era veramente un essere così poco accetto dai Giudei, le sue caratteristiche non potevano rimanere celate anche nel Nuovo Testamento. Dov’era finita quindi, nei Vangeli, la bestia che sale dalla terra di apocalittica memoria?

Semplicemente nel personaggio più cattivo chiamato col nome di Giuda Iscariota. I redattori di quei testi trasferirono su di lui tutte le caratteristiche negative che i Giudei dell’epoca sapevano essere del falso profeta. Questa era la chiave di lettura che permette di proporre una nuova ricostruzione della vicenda cristiana.

Quest’anno si è rivelato molto fortunato per questo tipo di ipotesi, in quanto proprio al suo inizio si sono potute raccogliere delle conferme a questi studi con la pubblicazione del Vangelo di Giuda. In questo scritto il presunto traditore acquista il ruolo di personaggio fortunato e positivo per la missione di Gesù, nelle parole stesse che questi gli rivolge:

Allontanati dagli altri e io ti dirò i misteri del regno. A te è possibile giungere là, ma ne avrai molto a soffrire. Poiché un altro ti sostituirà

Tu soffrirai alquanto quando vedrai il regno e tutta la sua generazione

Tu sarai il tredicesimo, e sarai maledetto dalle altre generazioni, e perverrai a dominare su esse. Negli ultimi giorni malediranno l'ascesa tua alla (generazione) santa

Ma tu sarai maggiore tra loro

Leva gli occhi e osserva la nube e la luce in essa, e le stelle intorno. La stella che indica la via e' la tua stella.

O in quelle di Giuda stesse:

Nella visione vidi me stesso, mentre i dodici discepoli mi lapidavano e perseguitavano (duramente).

Se l’anno scorso affermai che i redattori dei Vangeli, per far perdere le “pericolose” tracce lasciate dall’impostore non fecero altro che retrodatare le sue azioni ai tempi di Pilato invece che di Tito, scambiando i nomi dei luoghi e dei personaggi, quest’anno devo aggiungere che il metodo più raffinato fu quello di cambiare continuamente il nome al personaggio principale, per cui esso si nasconde nelle gesta e nei discorsi di Gesù, Giuda, Pietro, Paolo e altri.

A questo punto ovviamente v’è da chiedersi quale personaggio storico abbia avuto il coraggio di iniziare una macchinazione così perversa. La risposta è semplicemente Mattia, fratello del più noto storico Giuseppe Flavio, entrambi giudei riparati alla corte romana in quanto amanti di gloria e onori e per questo traditori della causa zelota che mirava invece ad affrancarsi dal giogo dei dominatori.

1.4.     Conclusioni

Per  giungere a certi risultati si impiegano molti anni di studi, e non sempre la strada percorsa è dritta verso gli obiettivi, che talvolta neanche si conoscono a priori.

Per chi volesse approfondire e migliorare le ipotesi elencate consiglio la lettura del sito www.deiricchi.it in cui tra l’altro viene proposta la soluzione del problema del “numero della bestia”, il famoso 666 che, nella versione originaria del 616, non era altro che il numero del Paraclito. Conferma questa, secondo me ancora più importante del Vangelo di Giuda, ma che è stata nascosta al grande pubblico nonostante la sua divulgazione proprio all’inizio di quest’anno grazie ad un altro papiro ritrovato in Egitto.

Articolo inviato Lodovico Mazzero il giorno 09/11/2006 alle ore 17:32


Commenti

05/05/2008 22:38 - x Barmattia ha scritto:

Dal tuo precedente commento sono passati quasi 9 mesi eppure è tutto qua quello che la tua mente riesce a partorire?

05/05/2008 00:23 - barmattia ha scritto:

...se vuole la gloria ed i diritti d'autore glieli lascio tutti a lei! Ho scaricato migliaia di pagine da internet e non si contano più le teorie sulle origini del cristianesimo. Riconosco la genialità della sua ricostruzione. Sembra pazzesca per ciò a cui siamo stati abituati, eppure c'è una logica che risolve tante stranezze. Ne cito una : l'indifferenza e la velata competizione di Gesù ed i suoi discepoli verso l'omicidio di Giovanni Battista, sminuito al punto da riservargli l'ultimo posto nel regno dei cieli, benchè il primo sulla terra (piccolo premio di consolazione!). Possibile che di costui non si sappia niente, se non che maneggiava acqua fresca di sorgente e locuste nel deserto?
Ritengo comunque che troppi nomi vengano da lei associati e zippati in pochissimi personaggi.
Adesso le faccio un esempio:
un giorno mi trovavo in auto ed eravamo in quattro amici con lo stesso nome (non scherzo). Secondo lei quante persone c'erano in auto: una, due, tre o quattro? Il problema di come chiamarci in quella gita l'abbiamo risolto affibbiandoci dei soprannomi. Lei direbbe che dietro i soprannomi si nasconderebbe sempre lo stesso nome, per cui le quattro persone erano in realtà una! Perchè? Semplicemente perchè avrebbero svolto azioni simili. Ma non erano alla stessa gita?
Io non penso che due fratelli e quattro discepoli, benchè spalleggiati dai soldati romani e dai politici, possano sfornare da zero una religione per l'Impero!
Cordiali saluti.

16/04/2008 14:04 - Celso ha scritto:

Con molta passione e interesse, leggiamo queste ricerche fatte da tanti. Alla fine arriviamo dove? Sempre e solo al forse, mai all'( E').Io semplice e poco ( culturalmente esperto ),mi chiedo e chiedo a voi. I redattori dei rotoli di Qumran sapevano scrivere il nome di [YESHUA BAR YOSEPH?].Lo troviamo scritto in quei rotoli questo nome? Se non c'è, non vi sembra una prova certa, (forse) che siamo stati abbindolati per 2.000 anni come citrulli.

16/12/2007 08:27 - Cleo ha scritto:

Ipotesi molto interessante e senz'altro da approfondire. Ciò che pare finora accertato è che i Vangeli siano opere di fantasia e che non vi è riscontro nei fatti straordinari che essi narrano. Qualsiasi lettore se ne accorge e non vi è filologo obiettivo (tranne ovviamente un fervido credente) che riconosca a quei testi un valore storico. La domanda finora verteva quindi su ciò che essi nascondevano o quale fossero gli avvenimenti "reali" che venivano narrati. Il fatto però che i vangeli siano organizzati e scritti in modo da celare agli occhi di chiunque la vera identità di Gesù, e in modo da "depistare" chiunque volesse effettuare delle "verifiche", è palese nel testo e fin troppo evidente. E' anche plausibile che solo un abile storico fosse in grado di confezionare un simile "falso". E' però anche vero che alla figura di Gesù sia sia poi sovrapposta tutta le tradizione mitologica (dal dio Mitra, ad Esculapio guaritore e quant'altri)

30/08/2007 20:45 - x Barmattia ha scritto:

visto che sono "fantasie" già lette, ci potresti fornire i riferimenti bibliografici?

30/08/2007 18:01 - Barmattia ha scritto:

Sono solo fantasie già lette, trite e ritrite da storici od aspiranti tali in cerca di pubblicità.
Se il cristianesimo ha truccato le proprie origini allora possiamo dimostrare tutto quello che si vuole. Infatti gli anticristiani stavano semplicemente a guardare o subire!
La giustificazione sarebbe che vince il più forte e la storia la scrive e falsifica chi vince!
Oggi i più forti sono gli anticristiani e la storia presto la scriveranno e falsificheranno loro.
Sorge una domanda : al periodo del Gesù Cristo il Nazzareno crocifisso sotto Ponzio Pilato chi erano i più forti?
Chi mai avrebbe potuto scrivere o cancellare la storia se non i falsari anticristiani che oggi cercano di prendere il sopravvento?
Tra un pò fabbricherete altri vangeli di giuda e così tutte le vostre teorie saranno più digeribili.

30/08/2007 16:03 - Barmattia ha scritto:

Sono solo fantasie già lette, trite e ritrite da storici od aspiranti tali in cerca di pubblicità.
Se il cristianesimo ha truccato le proprie origini allora possiamo dimostrare tutto quello che si vuole. Infatti gli anticristiani stavano semplicemente a guardare o subire!
La giustificazione sarebbe che vince il più forte e la storia la scrive e falsifica chi vince!
Oggi i più forti sono gli anticristiani e la storia presto la scriveranno e falsificheranno loro.
Sorge una domanda : al periodo del Gesù Cristo il Nazzareno crocifisso sotto Ponzio Pilato chi erano i più forti?
Chi mai avrebbe potuto scrivere o cancellare la storia se non i falsari anticristiani che oggi cercano di prendere il sopravvento?
Tra un pò fabbricherete altri vangeli di giuda e così tutte le vostre teorie saranno più digeribili.

18/06/2007 01:34 - Altro che palle ha scritto:

Leggiti il sito segnalato nell'articolo

15/06/2007 17:15 - anonimo ha scritto:

che palle!!!! non sono chiare le fonti da cui il prof ha tratto le sue fantasie.
Grazie


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