CATTOLICI CONTRO
ORTODOSSI
di Nunzio Miccoli – numicco@tin.it
Le religioni omologate al potere sono intolleranti, non solo quelle
monoteiste, perché gelose dei loro seguaci dai quali provengono le loro
entrate, perciò ne sono nate le guerre di religione, in cui la religione è un
pretesto per favorire il sacrificio dei combattenti, la religione nobilita la
guerra, nel senso che le conferisce una causa apparentemente nobile e così
rende facile l'abnegazione dei combattenti, però l'oligarchia, anche quando si
professa religiosa, è in realtà sempre atea.
Le religioni minoritarie hanno invocato la tolleranza ma, una volta
arrivate al potere, hanno preteso privilegi e sono divenute intolleranti, con
l'aiuto della religione, gli ebrei conquistarono Canaan, con l'aiuto della
religione, l'Europa cristiana si espanse in guerra, con la religione e la spada
si diffuse l'islamismo.
Il cattolicesimo settario e monopolistico ha cacciato ebrei, pagani,
eretici cristiani, protestanti e ortodossi, l'Islam ha fatto la stesa cosa con zoroastriani,
cristiani ed ebrei, di seguito riporto alcuni indirizzi della politica della
chiesa cattolica verso la chiesa ortodossa, poco conosciuta ai più.
Nel 1941 la Jugoslavia fu invasa dal nazifascismo e la Croazia proclamò
la secessione dalla Jugoslavia, facendo capo del nuovo stato il cattolico e
fascista Ante Pavelic, che costituì il governo ustascia, che proclamava la
superiorità razziale dei croati cattolici sui serbi ortodossi.
La dittatura ustascia di Pavelic trovò il pieno e convinto sostegno
della santa sede e di tutto il clero croato, rappresentato dall'arcivescovo di
Zagabria, Alojzije Stepinac, avviò una campagna di persecuzioni razziali contro
serbi ed ebrei, arrivò a sterminare 50.000 ebrei e tutti i rabbini, con
l'avallo del cattolicesimo croato permeato d'antigiudaismo.
I croati distruggevano villaggi serbi e deportavano ebrei, il Vaticano
ricevette un appello per intervenire ma non intervenne, anche perché i croati
promettevano salva la vita agli ortodossi che si convertivano al cattolicesimo,
previo il pagamento di una tassa alla chiesa cattolica.
Monsignor Stepinac definiva i serbi rinnegati della chiesa cattolica,
mentre Pavelic e i miliziani ustascia erano ricevuti con tutti gli onori in
Vaticano, il nunzio a Zagabria, monsignor Marcone, era in ottimi rapporti con
Ante Pavelic, per i sacerdoti e frati francescani croati, lo stato croato era
una loro creatura.
In quest'opera di conversione Sidonje Scholz, a capo dei missionari
cattolici, fece torturare ed uccidere un sacerdote serbo, a sua volta fu ucciso
dai serbi e perciò fu definito martire dalla chiesa cattolica croata.
In Croazia, i frati francescani ustascia, come padre Simic Knin,
prendevano parte agli attacchi contro la popolazione ortodossa, avevano campi
di sterminio diretti da Vjeroslav Luburic, l'Auschwitz croata era diretta dal
francescano Miroslav Filipovic-Majstorovic, che divenne maggiore della milizia
e comandante dei gruppi speciali di liquidazione, però non era il solo frate
aguzzino in Croazia.
Con questi sistemi in pochi anni in Croazia perirono 600.000 persone,
però il Vaticano continuò a sostenere la dittatura ustascia in Croazia, Montini
era convinto che la Croazia era un baluardo contro il bolscevismo e nel 1942 il
segretario di stato Maglione manifestò il suo personale disprezzo verso i
serbo-ortodossi.
Il nunzio Marcone cercò di giustificare il trattamento inflitto ai
serbo-ortodossi e monsignor Alojzije Stepinac ricordò al Vaticano le
benemerenze del regime, che aveva abolito l'aborto, la pornografia, la
massoneria e lottato contro il comunismo, condannato la blasfemia, introdotto
l'educazione religiosa a scuola e nelle caserme, aveva favorito le scuole
confessionali, aumentato la dotazione per il clero, costituito un corpo di
cappellani militari, costruito e riparato chiese, senza ricordare che alcune di
queste chiese erano state tolte agli ortodossi.
Con la caduta del nazismo, Ante Pavelic, prima di fuggire, affidò a
monsignor Stepinac 36 bauli colmi di preziosi, sottratti agli ortodossi, che
furono custoditi in Vaticano e amministrati dalla banca vaticana IOR, tra i
fuggiaschi vi erano anche vescovi compromessi, come Ivan Saric e Jozo Garic,
che si nascosero in conventi francescani austriaci.
Monsignor Stepinac invece rimase a Zagabria, il governo di Tito propose
alla santa sede di richiamarlo a Roma, ma questa rispose di no, perciò fu
arrestato e condannato a sedici anni di reclusione e poi scarcerato dopo
cinque.
Alla fine del 1946 "L'Osservatore Romano" commentò che Stepinac
era stato araldo della fede cristiana contro il comunismo, il 12 gennaio 1953
papa Pacelli gli attribuì la porpora cardinalizia, egli morì di morte naturale
nel 1960 e nel 1998 fu beatificato da Giovanni Paolo II.
Anche Pavelic fu nascosto da monsignor Dragonovich in un convento di
francescani in Austria, poi nel 1947 era a Buenos Aires, sotto la protezione
del generale Peron, caduto Peron, fuggì a Santo Domingo, dove ottenne la
protezione del dittatore Truijllo, nel 1959 si stabilì a Madrid, sotto la
protezione di Franco, ospitato in un convento francescano, dove morì nel
febbraio del 1960, Giovanni XXIII gli fece pervenire la sua benedizione. Tutti
questi dittatori erano, come Mussolini, figli diletti della chiesa cattolica.
Gli Usa, per interessamento del Vaticano, con il piano Odessa e il
canale dei topi avevano fatto fuggire in Sudamerica criminali ustascia e
nazisti, tra loro era anche Adolf Eichmann, nel 1960 fu catturato in sudamerica
dai servizi segreti israeliani, il cardinale Antonio Caggiano, vescovo di
Buenos Aires, protestò energicamente per la sua cattura.
Il Vaticano, entrato in possesso del tesoro degli ustascia, non voleva
più restituirlo, Ante Pavelic chiese, a tale proposito, l'aiuto di Peron, però
senza risultato, comunque, in Vaticano monsignor Dragonovich riuscì a trafugare
una parte del malloppo, aiutato da monsignor Cippico, che fu ridotto allo
stato laicale dal papa e poi fu arrestato dalla polizia italiana, per
esportazione illegale di capitali, cioè del malloppo ustascia.
George Zivkovic, serbo ortodosso, oggi cittadino americano, ha deciso
di chiedere la restituzione di quel tesoro al Vaticano e all'ordine dei
francescani, perciò, con altri concittadini, ha intentato causa al Vaticano,
accusandolo anche di ricettazione. La santa sede ha invocato l'immunità, perché
stato sovrano, ed ha chiesto al governo americano di intervenire, tentando
portare la controversia giudiziaria sul piano politico.
Nel 1927 Mussolini creò per Ante Pavelic, un centro d'addestramento al
terrorismo vicino Parma, poi, negli anni trenta, l'Italia ospitò due campi
d'addestramento, dove i terroristi croati erano istruiti all'uso delle armi
contro i serbi; nel 1934 re Alessandro di Jugoslavia fu ucciso ed i
responsabili avevano denaro e passaporti italiani, per questo delitto Pavelic
fu condannato a morte in Francia, ma Mussolini si rifiutò di estradarlo e Pavelic
continuò a vivere in Italia, a spese del governo italiano, era rifornito di
denaro e armi da Mussolini, ospitato in campi d'addestramento nelle isole
Eolie, inoltre aveva l'accesso a radio Bari per trasmissioni di propaganda
dirette in Jugoslavia.
Il 10.4.1941, dopo l'invasione della Jugoslavia, i fascisti croati,
capeggiati da Ante Pavelic, proclamarono l'indipendenza della Croazia.
L'arcivescovo di Zagabria Stepinac era un nazionalista ed aveva
partecipato a parate naziste e fasciste, nello stato croato furono tollerate
solo la religione islamica e quella cattolica, mentre ebrei e ortodossi
subivano persecuzioni.
Chiese e monasteri ortodossi furono distrutti, preti e vescovi ortodossi
furono torturati e assassinati, solo nel 1941 in Croazia 100.000 civili furono
uccisi e la chiesa ortodossa di Glina fu trasformata in mattatoio.
Nello sterminio si distinsero i figli di San Francesco d'Assisi, i cui
conventi erano depositi d'armi per gli ustascia, il francescano Augusto Cevola
girava con la pistola sotto la tonaca, invitando il popolo ad assassinare gli
ortodossi, altri francescani occupavano il posto di boia in campi di
concentramento dove si eseguiva la decapitazione di massa, anche il prete
cattolico Bozidar Bralo viaggiava con un mitra e partecipava all'eccidio di
serbi.
Dopo il crollo del nazi-fascismo, i conventi francescani divennero
luoghi di rifugio dei massacratori ustascia in Austria, a Klagenfurt, in
Italia, a Modena, e in Francia, protetti dalla chiesa cattolica, in Vaticano il
cardinale Tisserant condannò le gesta di questi francescani, però Pio XII
protesse Pavelic e Stepinac che avevano assicurato la conversione di 250.000
ortodossi al cattolicesimo.
Nel corso della seconda guerra mondiale, in Croazia furono assassinate
centinaia di migliaia di persone, in larga maggioranza ortodosse, il papa
appoggiò l'invasione della Russia da parte dei nazisti e non protestò per la
distruzione delle sue chiese ortodosse, da parte dei comunisti e dei nazisti,
perché voleva la diffusione del cattolicesimo in quel paese.
A Roma era stato creato un seminario speciale, il collegium russicum,
il quale istruiva i preti in russo e ucraino, per la futura campagna
missionaria in Unione Sovietica, nel 1940 a tale proposito ci fu collaborazione
tra generale dei gesuiti e nazisti, un anno prima dell'attacco tedesco i
seminaristi gesuiti del collegio attraversarono in incognito i confini
sovietici, per operazioni di spionaggio, in pratica il collegio era
un'istituzione per la formazione d'agenti e spie vaticane.
I nazisti agevolarono l'attività missionaria dei preti cattolici nei
territori occupati, come hanno sempre fatto le potenze coloniali europee, anche
perché i tedeschi sapevano che il papa voleva la distruzione della Russia
comunista.
Altri vescovi e preti ustascia criminali hanno trovato asilo in Spagna,
Austria, Svizzera, Egitto e Usa, il prete Dragonovich, che uccise 60.000
persone, dopo la guerra scomparve in Vaticano, divenendo professore al
seminario cattolico tedesco.
Adolf Eichmann fuggì con l'aiuto di padre Benedetti, che teneva
collegamenti con l'organizzazione clandestina Odessa, altri nazisti si
rifugiarono all'estero con l'aiuto del Vaticano, tre loro erano Bormann, Mengele
e Barbie.
Alla fine del 1946 "L'Osservatore Romano" commentò che Stepinac
era stato araldo della fede cristiana contro il comunismo, il 12 gennaio 1953
papa Pacelli attribuì a monsignor Stepinac la porpora cardinalizia, questo morì
di morte naturale nel 1960 e nel 1998 fu beatificato da Giovanni Paolo II.
Nel 1917, allo scoppio della rivoluzione in Russia, il cardinale
Gasparri aveva sperato che ne nascesse un indebolimento della chiesa ortodossa,
per estendere l'influenza della chiesa cattolica in quelle terre, poi fu
disilluso dall'avvento del comunismo. Nel 1923 Mussolini a Rodi costrinse la
chiesa ortodossa a recidere i legami con Costantinopoli, per riconoscere
l'autorità del papa,
La chiesa cattolica promosse le crociate non solo contro l'Islam, ma
anche per sottomettere la chiesa ortodossa, con la caduta di Gerusalemme in
mano turca nel 1070, papa Urbano II indisse la prima crociata, ai
partecipanti prometteva la remissione dei peccati.
Ben presto i bizantini presero le distanze dai crociati, che avevano
preso a saccheggiare anche città cristiane e chiese ortodosse, si unirono ai
crociati avventurieri, uomini d'arme spiantati e contadini affamati. Molte
volte la chiesa ortodossa russa è stata minacciata dal proselitismo cattolico.
A Zara, sotto controllo dei crociati, arrivò Angelo Alessio, figlio
dell'imperatore spodestato di Costantinopoli, che propose ai crociati una
deviazione per Costantinopoli, per rimettere sul trono suo padre, promettendo
in cambio la fine dello scisma religioso.
Così iniziò la quarta crociata (1202-1204), sotto papa Innocenzo III,
in quell'occasione i cristiani entrarono a Costantinopoli ortodossa e la
saccheggiarono, era accaduto che Alessio e i capi della religione ortodossa
rifiutarono di mantenere gli impegni, allora i crociati si diedero al
saccheggio, violentarono donne e religiose, in quell'occasione Venezia
s'impossessò di tesori d'arte di Bisanzio e di tante isole dell'Egeo.
Pacelli nel 1939 approvò l'invasione della Cecoslovacchia da parte dei
nazisti, a capo della Slovacchia fu messo il collaborazionista prete Tiso,
cattolico e antisemita, che instaurò un regime fascista e fu promosso dal papa
monsignore. Tiso dichiarò che il suo regime si sarebbe ispirato al
nazionalsocialismo tedesco e al cattolicesimo romano, così furono abolite
libertà, partiti, perseguiti ortodossi, protestanti ed ebrei.
Sotto di lui il 90% dei preti slovacchi pregò per Hitler, Tiso inviò
truppe a fianco della Germania in Polonia e Unione Sovietica e favorì
l'apertura di campi di concentramento. Nel 1945 monsignor Tiso fu condannato
dagli alleati come criminale di guerra, però fu difeso fino all'ultimo dal
Vaticano.
Anche nella repubblica ceca l'alto clero collaborò con i nazisti, il
governatore tedesco scrisse nel 1944 a Hitler dicendo di appoggiarsi all'alta
gerarchia della chiesa cattolica ceca.
Hitler indusse il papa a non condannare l'invasione della Polonia
cattolica e ad utilizzare i polacchi per una crociata contro i sovietici, Pio
XII acconsentì, a patto che gli interessi della chiesa in Polonia fossero
salvaguardati.
D'altra parte, i sovietici, nella parte di Polonia da loro occupata,
fecero persecuzioni religiose, chiudendo scuole e chiese cattoliche,
esattamente come avevano fatto i cattolici dopo la prima guerra mondiale, a
spese degli ortodossi, nei territori passati dalla Russia alla Polonia.
Nei balcani l'espansionismo papale si era servito dell'Austria e dei
croati, dopo il crollo della Turchia e dell'Austria avvenuto nel 1918, il
Vaticano fu teso a contrastare la chiesa ortodossa nei balcani, perciò negli
anni '20 e '30 dispiegò un'intensa attività in Jugoslavia, attraverso l'azione
cattolica, appoggiandosi sulla Croazia.
Dopo la seconda guerra mondiale si sentì la stessa esigenza, d'altra
parte in Ucraina negli anni '20 la chiesa uniate cattolica fu costretta dal
regime comunista a fondersi con quella ortodossa, nel 1950 la cosa si ripeté in
Slovacchia, dove il regime comunista ordinò l'eliminazione della chiesa
cattolica uniate, che dovette fondersi con la chiesa ortodossa.
Pavelic in Croazia praticò deportazioni e stermini, cioè fece della
pulizia etnica d'ebrei, zingari, ortodossi e comunisti, il Vaticano non reagì a
questi massacri, il primate di Croazia era l'arcivescovo Stepinac,
rappresentante dello stato anche in Vaticano, che sosteneva il regime.
In Croazia furono proibiti i matrimoni misti, proibito l'alfabeto
cirillico, furono chiuse le scuole ortodosse, fu imposta la conversione
forzata, i croati si appropriarono delle chiese degli ortodossi, i serbi si
scavavano la fissa ed erano legati col filo di ferro, erano ammazzati con
l'accetta e seppelliti vivi, alcuni erano torturati, accecati e fatti a pezzi.
Gli ustascia chiedevano ai serbi i certificati di conversione al cattolicesimo,
chi li esibiva era risparmiato, invece gli ebrei erano sistematicamente
eliminati.
Ciò malgrado, lo stato di Croazia fu riconosciuto dalla santa sede come
bastione contro il comunismo, nel massacro dei serbi il clero cattolico ebbe un
ruolo di guida e il papa non si dissociò dalle azioni degli ustascia croati.
Stepinac esortava i fedeli a collaborare con Pavelic, i frati
francescani ebbero un ruolo nei massacri, giravano armati, facevano omicidi,
saccheggiarono villaggi e dirigevano campi di concentramento.
Tra questi frati vi era Bozidar Bralow, alle donne furono recisi i
seni, agli uomini furono strappati occhi e genitali, pare che gli occupanti
italiani, anche se fecero repressioni, salvassero dallo sterminio ustascia
33.464 civili, tra cui 2118 ebrei. Il vescovo cattolico di Mostar esprimeva la
brama storica dell'episcopato croato per la conversione in massa al
cattolicesimo degli ortodossi.
Questo vescovo appoggiava i massacri, in generale i vescovi croati
avallavano anche la politica di conversione forzata, alcuni di loro sedevano
nel parlamento croato, volevano approfittare della buona occasione per un'opera
d'evangelizzazione, anche il Vaticano puntava all'evangelizzazione dell'est.
Il 6.3.1942 il cardinale francese Tisserant denunciò che i
francescani, tra cui padre Simic di Knin, volevano distruggere la chiesa
ortodossa croata e disse che, fino ad allora, erano scomparsi 350.000 serbi
dalla Croazia, però Pacelli riceveva in visita a Roma gli ustascia croati, il
papa pensava che l'evangelizzazione dell'est passasse per la Croazia e riteneva
che tra nazismo e comunismo fosse meglio il nazismo, inoltre l'avanzata tedesca
dava l'opportunità di evangelizzare l'est.
In Vaticano esisteva un ufficio per l'attività missionaria all'est, la
congregazione per la chiesa orientale, guidata dal cardinale Tisserant, in
Germania Heydrich ostacolò il piano di conversione cattolico, che chiamava
piano Tisserant, e che doveva far perno sui cappellani militari, Hitler non
voleva che il Vaticano divenisse il solo beneficiario della guerra all'est.
Nel 1925 i vescovi latini di Russia erano stati eliminati dai bolscevici,
perciò quell'anno Pio XI, che non voleva rinunciare alla Russia, mandò in quel
paese, in missione segreta, il gesuita Michel d'Herbigny, che fece vescovo,
con l'ordine di nominare altri vescovi in clandestinità, questo ne nominò sei
che però furono eliminati dai russi, il Vaticano ha perseguito la stessa
politica in Cina, perciò ancora oggi Russia e Cina temono molto la penetrazione
di questi agenti vaticani o pseudo- missionari.
Pio XI istituì una commissione vaticana per la Russia e aprì a Roma il
Collegio Pontificio Russo, noto come Collegium Russicum, e il collegio
pontificio ruteno, per preparare sacerdoti missionari in Urss, anche altre
istituzioni ecclesiastiche cattoliche erano impegnate in attività missionarie
d'evangelizzazione della Russia, come l'abbazia di Grottaferrata, vicino Roma,
di Chevetogne in Belgio, di Velehrad in Moravia, vi erano impegnati redentoristi,
assunzionisti, gesuiti ed il clero di Polonia.
Da Londra anche John Carmen Heenan, divenuto poi arcivescovo di Westminster,
si recò in missione in Russia nel 1932, camuffato da viaggiatore di commercio,
s'innamorò della sua interprete russa e fu arrestato, poi tornò in fretta in
Inghilterra.
Nel 1941, dopo l'invasione dell'Unione Sovietica, questi religiosi
missionari partirono per la Russia come cappellani militari e s'insidiarono in
zone prescelte, dove i il popolo era rimasto senza pastori, i tedeschi ne
fucilarono alcuni come disertori, mentre i russi misero quelli da loro
scoperti nei gulag.
Tisserant era soprattutto interessato ai cattolici di rito orientale o
bizantino dell'Ucraina, ai cui sacerdoti era permesso anche di sposarsi,
secondo il papa, l'evangelizzazione doveva arrivare fino alla Russia e in
Grecia, per riassorbire lo scisma orientale, secondo Pacelli la Croazia doveva
servire da testa di ponte, perché tutti tornassero all'unità con Roma.
Gli ustascia in fuga avevano un bottino di 80 milioni di dollari,
rubato agli ebrei e ai serbi, dopo la guerra, il Collegio di San Girolamo
degli illirici a Roma divenne il quartier generale degli ustascia, che qui si
procurarono documenti falsi per emigrare, nel collegio operava il professore di
seminario Dragonovich, che nel 1958 fu espulso dal collegio.
Questo aiutò gli ustascia a fuggire verso il sud America, soprattutto
verso l'Argentina, raccolse i preziosi degli ustascia e collaborò con gli
americani a far fuggire il doppiogiochista Klaus Barbie in Bolivia, questo era
stato doppiogiochista e capo della gestapo a Lione, dove perseguitò gli ebrei.
I francescani dell'Erzegovina controllano il santuario di Medjugorje,
aiutati dai croati d'America hanno favorito l'affermazione del presidente Tudjman,
con la definitiva disgregazione della Jugoslavia, hanno utilizzato la caritas
francescana per affiancare le milizie croate contro i musulmani e i serbi,
nella recente guerra civile le milizie nazionaliste croate avevano sede a Medjugorie.
L'arcivescovo di Zagabria, Stepinac, responsabile dello sterminio dei
serbi, fu sottratto al tribunale di Norimberga perché nascosto dal Vaticano in
un collegio di Roma e poi riparò all'estero, Ante Pavelic, sostenuto dall'arcivescovo
Stepinac e da Pio XII, si accanì contro le minoranze etniche e soprattutto
contro i serbi, Stepinac non condannò i frati francescani che assassinavano i
serbi e fu ricevuto in udienza da Pio XII.
Nel 1990 il presidente della Croazia, Tudjman, sostenuto da Germania e
Vaticano, relegò ancora una volta le minoranze in serie B, cioè negando loro
gli stessi diritti dei croati, poi nel 1991, scoppiata la guerra con la
Jugoslavia, diede ordine di uccidere tutti i serbi, comprese donne e bambini.
Nel 1998, quando papa Giovanni Paolo II beatificò Stepinac, il centro
ebraico Simon Wiesenthal, che aveva cacciato i criminali nazisti, aveva
inutilmente lanciato un appello perché ciò non avvenisse.
Il risultato di questa politica vaticano-tedesca fu una guerra che
procurò 250.000 morti e molti senzatetto, anche se il Vaticano si diceva sempre
contro la guerra, comunque, con l'indipendenza di Croazia e Slovenia, guadagnò
nuovi seguaci e fece un concordato, economicamente vantaggioso per esso, con il
governo croato.
Nel 1999 i sopravvissuti all'olocausto ustascia di Usa i hanno fatto
causa presso il tribunale federale di San Francisco per un risarcimento di 18
milioni di dollari da parte dell'ordine francescano, chiedendo la restituzione
del bottino rubato dagli ustascia.
I soldi trafugati furono depositati in Vaticano, il quale, poiché non
deve mai rendere conto a nessuno dei propri atti, affermò che erano stati
utilizzati per finanziare la ratline vaticana, cioè per far fuggire in sudamerica
i criminali nazisti, il processo è in corso.
Alla vigilia della prima guerra mondiale Pacelli fece un concordato con
la Serbia, a maggioranza ortodossa, che irritò l'Austria, perché minacciava il
protettorato austriaco sul paese, la Serbia nel 1912 aveva sconfitto la Turchia
e si era annessa territori abitati da musulmani, era anche incoraggiata dalla
Russia a sfidare l'impero austriaco.
Per il Vaticano, il concordato con la Serbia serviva a sanare lo scisma
ortodosso e doveva favorire l'evangelizzazione della Russia e della Grecia,
con questo concordato il papa aveva il diritto d'investitura dei vescovi
cattolici del paese, prima riservato all'Austria, probabilmente questo
concordato arroventò il clima che portò all'assassinio dell'arciduca
Ferdinando a Sarajevo e poi alla guerra che la Serbia voleva.
Il concordato garantiva libertà alla religione cattolica e
finanziamenti ai suoi vescovi, cioè intaccava i privilegi della chiesa serba
ortodossa, garantiva clero e scuole cattoliche, l'istituzione di seminari
cattolici, il concordato doveva anche favorire la nascita di una grande Serbia,
assieme alla Croazia, perché l'unico ostacolo all'unione con i croati, di
stella lingua e razza, era la religione ortodossa.
Con queste premesse, nella seconda guerra mondiale i croati cattolici
si scatenarono, con un risorto spirito di crociata, contro i serbi ortodossi.
L'ecumenismo di Giovanni Paolo II ha ricevuto l'opposizione del patriarca di
Mosca che lo ha interpretato come un tentativo d'espansione di Roma verso
Mosca, anche la chiesa greca ha lo stesso atteggiamento verso Roma, come la
Cina.
Nel medioevo l'impero germanico, con il sostegno dal papa, si era
scontrato con il mondo slavo e ortodosso, a Filippopoli ci furono cruente
battaglie tra cristiani tedeschi e bizantini, ad Adrianopoli il duca Federico
I di Svevia, detto Barbarossa, fece bruciare un convento ortodosso e fece
uccidere monaci ortodossi.
La Spagna musulmana fu l'obiettivo della riconquista spagnola e
cristiana, conclusasi nel XV secolo, del resto anche l'Islam aveva tolto, con
la forza, la Spagna ai visigoti cristianizzati, il popolo non è stato mai
veramente sovrano e quindi non mette mai becco nelle vicissitudini territoriali
delle nazioni.
In precedenza la Spagna era stata di iberi, cartaginesi, romani, gli
arabi vi arrivarono nel 711 dal Marocco, perciò quelle condotte in Spagna
furono le prime crociate cristiane e durarono sette secoli, condotte dai re
d'Aragona e Castiglia contro gli islamici, con la riconquista ne furono colpiti
islamici ed ebrei.
Il papa, per interesse di potere, ha diretto crociate anche contro
altri cristiani. Oggi anche la chiesa ortodossa russa, sostenuta dal governo,
è ostile all'espansionismo vaticano e perciò ha rifiutato anche una visita del
papa nel paese, mentre in Ucraina, oggi indipendente, è guerra tra chiesa
uniate, legata a Roma, e chiesa ortodossa.
Bibliografia:
- Storia criminale del cristianesimo - di Karlheinz Deschner - Vol. I
- VII - Ariele editore,
- I mercanti del Vaticano - di Mario Guarino - Kaos edizioni,
- Il manganello e l'aspersorio - di Ernesto Rossi - Kaos edizioni,
- Il libro nero del cristianesimo - di Fo-Tomat-Malucelli - edizione
Nuovi Mondi,
- I papi, storia e segreti - di Claudio Rendina - Newton editore,
- Il Vaticano, storia e segreti - di Claudio Rendina - Newton editore,
- Verità e menzogne della chiesa cattolica - di Pepe Rodriguez -
Editori Riuniti,
- Gli italiani sotto la chiesa - d Giordano Bruno Guerri - Mondatori
editore,
- La piovra vaticana - di Pippo Gurrieri - La Fiaccola editore,
- Mussolini - dio Denis Mack Smith - Rizzoli editore,
- Il gallo cantò ancora - di Karlheinz Deschner - Massari editore,
- Il secolo dell'odio - di Gianni Moraini - Marsilio editore,
- Gli italiani sotto la chiesa - di Giordano Bruno Guerri - Mondatori
editore,
- Il papa di Hitler - di John Cornwell - Garzanti editore,
- Habemus papam - di David Yallop - Nuovi Mondi Media editore.